L’AQUILA – Si riaccendono i riflettori della stampa nazionale sull’Aquila e il post-terremoto, anche se per illuminare aspetti di cui gli aquilani avrebbero fatto volentieri a meno.

Dopo le bordate del Sole 24 Ore, oggi sono i due principali quotidiani italiani, il Corriere della Sera e la Repubblica, a stilettare la realtà cittadina e a tracciare di nuovo un quadro da ‘città del malaffare’.

Un’etichetta poco gratificante che si basa sulle risultanze giudiziarie dell’inchiesta “Do ut des” su tangenti e appalti post-sisma, che ha travolto il Comune e spinto, una bordata mediatica dopo l’altro, il sindaco Massimo Cialente alle dimissioni.

“L’Aquila, lo scandalo infinito”, è il titolo sulla doppia pagina del quotidiano del gruppo l’Espresso, che ripercorre gli aspetti più croccanti delle indagini della procura della Repubblica dell’Aquila: la consegna delle mazzette in una valigetta avvolte nel giornale, l’aperitivo in un noto bar cittadino con la bottiglia di grappa contenente 10 mila euro di tangenti.

C’è anche qualche passaggio sbagliato, “Di Gregorio, ex assessore alle opere pubbliche. Vladimiro è il Tancredi”, che invece sono rispettivamente un dirigente comunale e l’ex assessore Vladimiro Placidi, arrestato ai domiciliari.

Non mancano dichiarazioni del dimissionario Massimo Cialente, che ha proclamato più volte il silenzio stampa dopo il suo addio annunciato e invece continua a rilasciare interviste un po’ a tutti.

L’inchiesta giornalistica, comunque, prende in esame anche altri aspetti, come un’inchiesta di due anni fa, quella denominata “Ricostruziopoli”, che ha portato all’arresto ai domiciliari dell’imprenditore Carlo Ciotti e a indagini su 59 cantieri “gonfiati”.

Il finale è sul cimitero monumentale, non ancora ricostruito a 5 anni di distanza nella sua parte storica, aspetto che viene richiamato nel titolo.

Quanto al Corsera, il quotidiano di via Solferino dà evidenza all’espressione forte usata dalla senatrice aquilana del  Partito democratico Stefania Pezzopane, che venerdì scorso, nell’evento in piazza in sostegno del centrosinistra cittadino, parlando della battaglia politica contro il centrodestra per le elezioni regionali, ha tuonato tre volte: “Uniamoci e sterminiamoli”.

Un’espressione che ha avuto molta eco sulla stampa locale e che ora arriva a pagina 4 del Corriere, come risvolto di un “primo piano” sulle riforme in cui si evidenzia il dialogo tra democrat e berluscones.

Nel pezzo si ricorda anche il contestatissimo like di Facebook della Pezzopane alla foto di Silvio Berlusconi insanguinato dopo essere stato centrato dalla statuetta in piazza Duomo e si offre una replica alla ‘collega’ forzista di palazzo Madama Paola Pelino: “La frase denota l’odio che continuano a nutrire i reduci del comunismo”, la risposta. (alb.or.)