PESCARA – Sono preoccupanti i dati sull’occupazione e l’economia abruzzese. Oggi sono Cisl e Cgil hanno diffuso, con due studi diversi, dati che, se confermati, delineano scenari preoccupanti per il tessuto sociale ed economico regionale.
CISL: OCCUPAZIONE IN CALO DEL 3%
PESCARA – Prodotto interno lordo in crescita dello 0,6 per cento, export in aumento del 18,9 per cento, trend in crescita della produzione (10,6 per cento), occupazione in calo (- 1,4 per cento), tasso di disoccupazione in aumento dello 0,8 per cento e pari all’8,4 per cento.
Sono i dati dell’economia abruzzese che emergono da uno studio messo a punto dalla Cisl regionale, guidata da Maurizio Spina. Tra gli aspetti messi in evidenza nell’analisi c’è quello relativo al tasso di occupazione: mentre in Italia è diminuito dell’1,2 per cento, tra il 2006 e il 2010, in Abruzzo il calo è stato del 3 per cento.
In termini assoluti gli occupati sono passati da 499mila unità a 492mila (nel terzo trimestre del 2008 erano 522mila, per cui il calo in questo periodo è stato del 5,7 per cento). Tra gli ultimi tre mesi del 2009 e gli ultimi tre mesi di quest’anno industria, servizi e commercio hanno perso rispettivamente il 2,7, lo 0,9 e il 5,8 per cento di occupati mentre l’agricoltura ha avuto un piu’ 10,5 per cento di addetti.
Bene le costruzioni, con un più 7,1 per cento. Nel commercio, invece, gli occupati, sono in calo del 5,8 per cento. La disoccupazione, sempre confrontando l’ultimo trimestre dei due anni, e’ aumentata piu’ di quanto sia avvenuto, in media, al Nord, al Centro e nel Mezzogiorno. E il tasso di disoccupazione femminile è aumentato dello 0,4 per cento.
In totale le persone in cerca di occupazione sono 45mila, nel terzo trimestre, e sono tremila in piu’ dello stesso periodo del 2009: in termini percentuali l’aumento è stato del 7,14 per cento.
Se a questo dato si aggiungono le 15.686 persone in cassa integrazione si arriva ad un totale di circa 61mila persone che vivono in una situazione di difficoltà. Il dato sulla cassa integrazione guadagni indica una riduzione generale dell’8,3 per cento, ma la somma dei beneficiari della cassa integrazione, della mobilità e della disoccupazione agricola registra un trend crescente del 2,8 per cento.
Per quanto riguarda nel dettaglio il numero delle ore autorizzate della Cassa integrazione, quella ordinaria è scesa del 56 per cento (il periodo è gennaio-novembre 2009/2010), quella straordinaria è aumentata del 129 per cento e quella in deroga è aumentata del 35 per cento.
CGIL: DISOCCUPAZIONE AUMENTERA’
PESCARA – “I dati Istat e Cresa dimostrano che nei prossimi sei mesi ci sarà un ulteriore calo dell’occupazione dell’11 per cento a livello regionale”.
Lo ha detto Paolo Castellucci, segretario provinciale della Cgil di Pescara, che ha definito la situazione attuale ‘preoccupante’ .
Per quanto riguarda l’ occupazione il segretario della Cgil ha detto che nella provincia di Pescara la previsione e’ di un calo del 18 per cento.
“Si dice – ha proseguito Castellucci – che non si toccherrà il sociale e che saranno necessari interventi importanti, impopolari. Ma la realtà dimostra che ci sarà un taglio del 50 per cento: l’Abruzzo avrà 20 milioni di risorse in meno sulla spesa sociale”.
“Inoltre – ha sostenuto Castellucci – la Regione deve ancora pagare il conguaglio del 2009 e solo per il 2010 per i servizi sociali siamo al 25 – 30 per cento dell’erogazione. Quindi ci sarà un periodo molto difficile, nero per l’Abruzzo. Le tasse sono già alte e non è vero che non se ne pagheranno altre perchè non c’ è solo l’accise sulla benzina ma anche il problema del taglio nei trasporti”.
“Le aziende infatti prevedono il 10-15 per cento di aumento delle tariffe e poi c’ è il problema che riguarderà la spesa delle famiglie. Quindi l’Abruzzo si trova in una condizione molto difficile e non bastano le rassicurazioni bisogna intervenire sulle strategie industriali ed economiche”.
“C’ è bisogno di responsabilità e non solo di chiedere agli altri”.
Il segretario della Cgil poi parlando della provincia di Pescara ha detto che, stando ad ulteriori dati, la situazione “è molto preoccupante e delicata”. Castellucci ha fatto notare che il trend crescente dei lavoratori iscritti al Centro per l’Impiego continua anche nel terzo trimestre 2010: i lavoratori disponibili risultano 44998, vale a dire 6635 in più rispetto allo stesso periodo del 2009.
“Questo fenomeno- ha sottolineato Castellucci- colpisce soprattutto le donne e i giovani tra i 15 e i 24 anni. Il segretario della Cgil ha anche mostrato i dati dell’Inps di Pescara rigurdanti la cassa integrazione (Gigo). Nello specifico nel periodo gennaio – settembre 2010 le ore richieste sono aumentate del 37,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. Nel 2010 poi la cassa integrazione straordinaria (Gigs) e’ raddoppiata rispetto al 2009; la Gico invece è aumentata di 770 mila ore con una variazione rispetto al 2009 del 678,5 per cento. I dati più significativi di richieste di ore di cassa integrazione ordinaria riguardano le industrie dell’abbigliamento (288.214), l’edilizia (254.736), e le industrie meccaniche (225.670)”.
“Per quanto la cassa integrazione straordinaria nel terzo trimestre 2010 i dati più significativi riguardano le industrie meccaniche con 384.244 ore seguite dall’industria chimica con 165.148 ore. Inoltre nel 2010 la concessione di ore di Cigo e’ stata di 884.054 mentre nel 2009 di 113.559. Gli interventi di Gigs nel periodo gennaio – settembre hanno subito rispetto al 2009 un aumento del 125.8 per cento. Castellucci infine ha fatto riferimento ai dati dei centri Caritas parlando di aumento della povertà a Pescara”.
“Tra il 2007 e il 2009 – ha detto- c’è stato una crescita del 40 per cento delle persone che si sono rivolte alla Caritas. Tra queste persone aumenta il numero degli italiani: in particolare si tratta di persone tra i 36 e i 45 anni, in gran parte donne, che hanno perso il lavoro e hanno bisogno di beni di prima necessità. Questa è la condizione reale in una regione in cui cresce la povertà relativa che risulta pari al 15.2 per cento e che si colloca – ha concluso – agli ultimi posti per la spesa e gli interventi sociali dei comuni singoli e associati con il 62.5 per cento di spesa pro capite’.






