L’AQUILA – Altri 13 lavoratori assunti dalla Xpress per l’Aeroporto dell’Aquila sono stati licenziati dalla società calabrese che gestisce la struttura, al momento ancora una scatola vuota senza partenze e senza arrivi.

Si tratta dell’ennesimo colpo di mannaia che quasi dimezza la pattuglia di 60 giovani assunti il 7 novembre 2013 per lavorare in distacco in altri scali in attesa che andasse a regime quello del capoluogo: dopo i primi 7 licenziamenti e altri 6 che invece si sono dimessi spontaneamente, con queste altre uscite il conto delle ‘perdite’ sale a 26.

Intanto la Xpress dopo numerosi solleciti, ha ricevuto l’altro ieri, via mail, la comunicazione uffciale della sospensione del finanziamento di 800 mila euro dalla Regione che aveva già inviato una raccomandata alla società lo scorso 23 dicembre, mai arrivata concretamente a destinazione.

Nella mail sono elencate una serie di contestazioni formali fatte arrivare alla ditta sulla modalità e l’impiego dei posti inizialmente finanziati dagli uffici dell’assessore regionale Paolo Gatti.

Nonostante il volo dimostrativo da Ciampino al “Giuliana Tamburro” dello scorso 20 dicembre, l’aeroporto aquilano non è mai… decollato per la mancanza (fin qui) di compagnie interessante a gestire voli da e per L’Aquila.

L’azienda ha sempre affermato di voler tirare dritto e continuare nel progetto, anche senza i soldi della Regione e anche se ancora non ci sono aerei in manovra.

Eppure, secondo quanto affermano i licenziati, ci sarebbe proprio questo inaspettato, almeno per la Xpress, congelamento dei fondi regionali alla base della cacciata dei lavoratori, raggiunti lo scorso 3 gennaio da una stringata lettera di benservito che, però, reca altre motivazioni.

“La presente per comunicare il nostro recesso dal rapporto di lavoro, a causa del mancato superamento del periodo di prova – scrive l’amministratore delegato, Giuseppe Musarella – Il recesso ha effetto immediato ai sensi dell’art. 2096 del cod. civ.”, quello che disciplina le assunzioni “in prova”.

“Questa è la motivazione formale ma a noi è stato detto altro – spiegano alcuni di questi lavoratori che per ora vogliono rimanere anonimi – L’azienda ci ha spiegato che non ha più i fondi della Regione, che l’aeroporto non è partito e che non sa che cosa farci fare”.

“Ci hanno anche detto che sperano che non troviamo altri lavori perché vogliono riassumerci – raccontano ancora – Ci siamo fidati di Xpress e non siamo contro di loro, abbiamo aspettato a raccontare la nostra storia ma ora siamo preoccupati, speriamo almeno che le istituzioni ci aiutino”.

Il contratto, con decorrenza 7 novembre 2013, prevedeva un’assunzione “a tempo indeterminato” ma “soggetto a un periodo di prova della durata di 3 mesi di lavoro effettivo”, appunto quello che ora i datori ritengono non superato. Le mansioni, “fattorino di livello 7” con “una retribuzione lorda mensile pari a 1.323,17 euro”.

Già dall’inizio l’azienda faceva presente l’ipotesi di impiegare i lavoratori “anche presso sedi periferiche attualmente esistenti o realizzate in futuro” e di trasferirli “in altra sede o in altre società del gruppo o consociate”. Era prevista anche l’ipotesi di attribuire “mansioni diverse da quelle assegnate”, ma “equivalenti”.

Si chiedeva, inoltre, la “totale riservatezza e discrezione su tutte le informazioni inerenti l’azienda e in particolare il suo modello organizzativo, tecnico e gestionale, in modo da non cagionare alla stessa alcun danno o pregiudizio”.

XPRESS: “NE ABBIAMO ASSUNTI ALTRI 30”

L’azienda ha contattato la redazione di AbruzzoWeb, “precisando che le assunzioni sono state fatte per il nostro gruppo e non esclusivamente per l’aeroporto. Il nostro lavoro continua e abbiamo assunto altre 30 persone oltre a quelle del bando”.

BLOCCO FONDI ARRIVATO VIA MAIL: MUSARELLA ”RISOLVEREMO TUTTO”

“Risponderemo punto per punto alle contestazioni dalla Regione che a nostro parere sono risolvibili”. 

È finalmente arrivata alla Xpress, la società che ha in gestione l’aeroporto di Preturo (L’Aquila), la sospensione ufficiale da parte della Regione Abruzzo del finanziamento di 800 mila euro del bando ‘Lavorare in Abruzzo Tre’ per l’assunzione di 60 addetti allo scalo del capoluogo.

L’amministratore unico della società Giuseppe Musarella si dice, però,  “tranquillo di poter risolvere la questione”, anche se puntualizza di aver dovuto fare “espressa richiesta della comunicazione” al settore politiche del lavoro della Regione che ha inviato nuovamente la lettera, spedita il 23 dicembre scorso e mai arrivata a destinazione.

“L’altro ieri abbiamo finalmente ricevuto la comunicazione, dopo vari solleciti, via posta certificata – prosegue Musarella – Stiamo valutando i punti contestati e siamo certi di poter risolvere tutto tramite un’integrazione alla fidejussione e tutti i chiarimenti richiesti sulle assunzioni”.  

Sono cinque le motivazioni che hanno portato alla revoca del finanziamento alla Xpress, come spiegato giorni fa dall’assessore regionale al Lavoro Paolo Gatti: per 10 lavoratori si attesta, infatti, l’assenza del requisito soggettivo della residenza in Abruzzo prima del 1° novembre 2012, come previsto dall’articolo 4 del bando; per altri 6 lavoratori, che sono stati licenziati quasi subito, e per altri 5 che si sono dimessi, si fa notare che non possono concorrere ai fini della permanenza dei livelli occupazionali; per un’altra lista di 19 lavoratori viene contestato l’espediente del distacco al momento per gli uffici non è conforme alla legge 276/2003, utilizzato per assumere in Abruzzo e far lavorare le persone fuori regione in attesa che lo scalo del capoluogo possa entrare a regime.

Infine, neanche la fidejussione bancaria richiesta dal bando a garanzia degli investimenti va bene perché emessa da un soggetto che non rientra tra quelli elencati all’articolo 107 del Testo unico bancario. 

Intanto, sono già 23 i lavoratori assunti e poi licenziati dalla Xpress, allo scadere dei due mesi di prova. 

“Era nel contratto – conclude Musarella – Sei persone hanno scelto di andarsene autonomamente, mentre per tutte le altre la prova non è andata a buon esito. Queste persone licenziate saranno comunque sostituite”. Marianna Galeota