L’AQUILA – Il grido d’allarme lanciato poco più di una settimana fa dal segretario regionale Fpl-Uil, Fabio Frullo, sembra essere caduto nel vuoto: sui 142 lavoratori precari del Comune dell’Aquila, con contratto in scadenza a fine mese, non vi è stata alcuna risposta.

Dal primo gennaio 2011 rischiano di rimanere a casa, un’ipotesi che si configurerebbe come una doppia tegola per la città. Oltre al danno economico e sociale causato dalla perdita di posti di lavoro, tutte le pratiche legate al processo di ricostruzione rischiano di rimanere bloccate; un problema che si aggiunge a quello del possibile impasse legato alla mancata proroga della convenzione con i lavoratori della società Abruzzo Engineering, impiegati negli uffici di Provincia e Comune, per i quali sono partite le lettere di preavviso di licenziamento.

In una nota Frullo è tornato a chiedere un’azione incisiva e rapida per la soluzione della questione, di cui lunedì sarà interessato anche il Governo nazionale dal momento che la proposta lanciata dal sindacato di istituire un tavolo tecnico permanente “non è stata raccolta dall’Amministrazione”.

LA NOTA INTEGRALE DEL SEGRETARIO REGIONALE UIL

Meno 12 non è soltanto la temperatura che in questi giorni si registra all’Aquila ma sono anche i giorni che mancano alla scadenza dei contratti dei 142 lavoratori precari del Comune e, se si considera che nei restanti 12 giorni ci sono le festività natalizie, la situazione diventa ancora più drammatica.

88 dipendenti con contratto a tempo determinato, 43 contratti di collaborazione e 11 dipendenti dell’ex Poliedro rischiano concretamente di andare a casa per negligenze oramai assolutamente chiare e che hanno nomi e cognomi precisi.

E’ personale indispensabile in quanto, prevalentemente, si occupa dell’emergenza abitativa e il rischio non è solamente occupazionale ma anche amministrativo poiché, in mancanza di rinnovo dei contratti, il blocco della ricostruzione dell’Aquila diventerà un dato certo per l’impossibilità, da parte del Comune, di espletare le pratiche presentate.

Quello che serve è coraggio, impegno e lavoro per la risoluzione di questi problemi giacché il rischio è concreto ma, a oggi, non si è visto né coraggio, né impegno, né lavoro e questo desta preoccupazione fra i lavoratori.

La nostra proposta di collaborazione e di concretizzazione di un tavolo tecnico permanente non è stata raccolta dall’Amministrazione e i risultati di questa incomprensibile supponenza sono sotto gli occhi di tutti, anche se è difficile comprenderla, visto che non si dovrebbe mai giocare con la vita delle persone.

Lunedì spediremo al Governo nazionale le motivazioni per le quali è ineludibile predisporre un provvedimento di conferimento, al Comune di L’Aquila, delle somme per i rinnovi dei contratti dei lavoratori chiedendo, già per mercoledì, un incontro ministeriale finalizzato alla risoluzione del problema.

Siamo pronti alla mobilitazione però se non avremo risposte e impegno da parte dell’Amministrazione che rimane, in ogni caso, la controparte naturale della vertenza.
 

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