L’AQUILA – Dopo le esperienze delle Olimpiadi Universitarie di Shengen, in Cina, e di Kazan, in Russia, l’ortopedico e presidente del Cus L’Aquila Francesco Bizzarri è stato nuovamente chiamato a far parte dello staff medico delle Universiadi invernali.

Questa volta sarà però in Trentino che metterà a disposizione del Cusi (Centro Universitario Sportivo Italiano) la sua professionalità di medico per la squadra italiana.

“La convocazione a Trento rappresenta la mia prima esperienza alle Universiadi invernali – dichiara Bizzarri – Lo stesso non si può invece dire delle mie partecipazioni ai giochi estivi: nel 2011 sono stato in Cina e solo lo scorso luglio in Russia. Ho saltato le Universiadi dell’anno scorso in Polonia, ma solo per problemi personali”-

Giunta alla sua ventiseiesima edizione, la manifestazione sportiva proseguirà fino al 21 dicembre; ospiterà 3.200 atleti di 61 nazioni che si daranno battaglia sulle nevi di Trento, Pergine, Monte Bondone, Val di Fassa e Val di Fiemme destreggiandosi in diverse discipline sportive come sci, sia alpino che di fondo, pattinaggio ma anche snowboard, hokey sul ghiaccio o biathlon.

Già questa mattina si sono invece svolte le gare maschili e femminili snowboardcross. Buoni i risultati raggiunti dagli italiani: nel femminile Giulia Manfrini e Greta Felder hanno rispettivamente chiuso in undicesima e tredicesima posizione; nel maschile il ventitreenne Federico Ghezze è arrivato al quattordicesimo mentre Giorgio Varesco al ventesimo.

“Sono stati molto bravi – racconta il medico – Tutti e quattro sono infatti riusciti a qualificarsi per le finali di domani mattina sul Monte Bondone”.

In realtà una piccola vittoria l’Italia può già vantarla: questa infatti rappresenta la sesta edizione a cui partecipa come Paese organizzatore, un record se si considera soprattutto che la prima fu nel lontano 1966 a Sestriere, mentre l’ultima a Torino solo sei anni fa.

“Il fatto che le Universiadi siano state nuovamente organizzate in Italia rappresenta di per sè un segnale molto forte. Abbiamo infatti tanta neve e molti bei posti che, non solo ci sono invidiati da tutto il mondo ma sono anche molto funzionali in questo senso – conclude Bizzarri – Una cosa del genere potrebbe essere allestita anche in Abruzzo: lo spazio c’è, le strutture alberghiere anche. Il problema è però che mancano i soldi soprattutto in una città come L’Aquila che ha già tanti problemi di per sè”.