L’AQUILA – “Ho appreso solo dalla stampa che io fossi tra i testimoni della difesa di Filippo Del Vecchio. Spero e credo che qualcuno me lo dirà, a un certo punto”.
Così il rettore dell’Università dell’Aquila, Paola Inverardi, a margine della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno accademico commenta il suo ruolo di testimone chiamato dai legali dell’ex direttore amministrativo nell’ambito del processo “maxi affitti”, reso noto da AbruzzoWeb, smentendo anche una possibile correlazione con la decisione di non costituire l’Università come parte civile nello stesso procedimento.
Del Vecchio, che oggi è direttore generale dell’Ateneo di Chieti, è imputato insieme all’ex rettore, Ferdinando Di Orio, e all’imprenditore Marcello Gallucci per abuso d’ufficio aggravato nell’ambito della vicenda del capannone della ex Optimes dov’è stata ricollocata la facoltà di Ingegneria subito dopo il sisma del 6 aprile 2009.
La lista dei testi è stata presentata lo scorso 30 luglio, quando la Inverardi era già rettore: la professoressa, infatti, è stata eletta il 6 giugno, anche se è si è insediata il 1° ottobre successivo.
“Essere un teste della difesa non mi creerebbe nessun imbarazzo, qualora fosse vero, perché penso di essere una delle poche persone che ha espresso dubbi e fatto domande a Del Vecchio, in sede di Senato accademico, sulla tipologia del contratto della ex Optimes – precisa il rettore – Tutto questo risulta dai verbali del Senato che sono già a disposizione dell’autorità giudiziaria”. (m.gal.)



