TREGLIO – È conosciuto come il “paese degli affreschi” e adesso lo è anche per riconoscimento ufficiale arrivato dalla Regione Abruzzo.
Treglio, circa 1.700 abitanti alle porte di Lanciano (Chieti), s’è preso questo riconoscimento grazie ai suoi 18 affreschi sui muri delle case, un piccolo museo a cielo aperto iniziato nel 2000.
“Ero vice sindaco quando, insieme allora sindaco Marco D’Alessandro, incontrammo il maestro Vico Calabrò, di Caldogno (Vicenza). Con lui è iniziata la tradizione degli affreschi di Treglio”, racconta ad AbruzzoWeb il sindaco, Roberto Doris.
Nel 1999 Calabrò arrivò a Ortona (Chieti) per realizzare un affresco.
In quella occasione espresse il desiderio di poterne dipingerne un altro nelle vicinanze. Treglio si fece avanti offrendo le mura della propria scuola, affrescata l’anno dopo.
“In seguito abbiamo anche partecipato a un progetto europeo – spiega ancora il sindaco – che ha finanziato la realizzazione dei laboratori di pittura. Ogni anno teniamo corsi per i ragazzi della scuola elementare e così cerchiamo anche di tenere viva una tradizione, quella dell’affresco, sempre meno insegnata nelle scuole d’arte”.
La scuola di pittura è nata nel 2003. Direttore è lo stesso Calabrò, al quale Treglio ha concesso anche la cittadinanza onoraria.
Da tempo l’Ammninistrazione ha intrapreso l’iter burocratico per ottenere il riconoscimento regionale che, va sottolineato, non comporta oneri per la Regione.
Ci si era quasi riusciti all’epoca della Giunta di Ottaviano Del Turco, “poi è successo quello che è successo (l’arresto dell’ex governatore, ndr) – ricorda il primo cittadino – e tutto è rimasto in bilico. Se il progetto è stato ripreso è grazie a tre consiglieri regionali che ci sono stati vicini: Franco Caramanico, Nicoletta Verì ed Emilio Nasuti“.
Insieme a Treglio, il Consiglio regionale ha varato il riconoscimento per Azzinano di Tossicia e Casoli di Atri quali ‘Paesi Dipinti’.
In questo caso, però, avverte Doris, “si tratta di una tecnica di pittura molto diverso.
“La tecnica dell’affresco – precisa Doris – si usa su un muro togliendo lo strato di cemento, negli altri casi, invece, siamo di fronte più che altro a murales fatti direttamente su mura. Anche i colori sono diversi, quelli degli affreschi sono pigmenti senza collanti interni”.
“Siamo uno dei paesi più piccoli d’Abruzzo come estensione – conclude il sindaco – ma da noi si sta bene”.



