L’AQUILA – Elzabieta Kazimiera Olejarczyk, la 48 enne di origine polacca finita agli arresti domiciliari con l’accusa di stalking nei confronti del figlio 21enne, è stata ascoltata oggi dal gip Marco Billi per l’interrogatorio di garanzia.
Secondo il giudice, che ha firmato la misura cautelare chiesta dal pubblico ministero David Mancini, la donna, una ricercatrice universitaria separata dal marito dopo alcuni anni di matrimonio, ha perseguitato a lungo il figlio sia a scuola, sia a casa.
“La Olejarczyk ha dichiarato di non essere responsabile dei fatti di cui è indagata e ha raccontato tutta la sua versione, affermando tra l’altro di aver presentato nell’aprile 2013 una specifica querela, proprio in relazione ai fatti per i quali si è proceduto poi contro di lei”, afferma ad AbruzzoWeb l’avvocato aquilano Dario Visconti, legale difensore della donna.
Alla donna era stato tolto l’affidamento del figlio quando era ancora minorenne, per averlo portato con sé senza il permesso del padre in Polonia, gesto per il quale è già stata condannata dal tribunale dell’Aquila per sottrazionedi minore.
Dopo questo episodio, la vicenda è stata scandita, nel corso degli anni, da una lunga serie di denunce tra gli ex coniugi, fino a quando a rivolgersi alle forze dell’ordine è stato proprio il figlio, Federico Nusca che, prima ai carabinieri di Rocca di Mezzo (L’Aquila), poi alla squadra Mobile del capoluogo, ha denunciato il comportamento ossessivo della madre.
“Ho chiesto l’immediata revoca della misura cautelare perché il provvedimento è troppo severo e in qualsiasi caso, chiederò un riesame al tribunale della libertà – prosegue Visconti – La Olejarczyk ha subìto uno shock fortissimo e sta vivendo un dramma per una misura non proporzionata al caso in questione”.
Come si legge dall’ordinanza, la donna è indagata “per avere, con condotte reiterate, pressoché quotidiane, molestato il figlio con atteggiamenti opprimenti, impedendogli di frequentare le scuole, recandosi ivi a disturbare le lezioni, costringendolo a isolarsi e a trascurare gli studi e poi ad abbandonare gli stessi più volte”.
Il legale per ora si dice “soddisfatto” dell’interrogatorio svolto dal gip, “perché è stato condotto in maniera approfondita e scrupolosa, valutando la situazione con molta attenzione – conclude – Il giudice ha capito che la questione è più complessa di quella che gli è stata sottoposta in esame per la misura cautelare di natura preventiva”.





