L’AQUILA – Una maxi richiesta di risarcimento da quindici milioni di euro da destinare ai parenti delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009. È quella avanzata dal preside del Convitto nazionale dell’Aquila, Livio Bearzi, indagato per il filone d’inchiesta relativo al crollo della stessa struttura, nei confronti dei componenti della Commissione grandi rischi che si riunì all’Aquila il 31 marzo dello scorso anno, in pieno sciame sismico, e che al termine della riunione rassicurò la cittadinanza su possibili eventi sismici di forte intensità.
Proprio per quelle frasi rassicuranti e per il mancato pre allarme il preside del Convitto dell’Aquila, dove a causa dei crolli morirono Luigi Cellini, 15 anni, originario di Trasacco, Ondreiy Nouzovsky, 17, e Marta Zelena, 16, della Repubblica Ceca mentre un quarto giovane rimase ferito, ha presentato la richiesta.
Rassicurazioni che avrebbero influito sulle scelte adottate da Bearzi che si sarebbero tradotte a causa dell’evento e dopo le indagini della Procura in comportamenti omissivi anche per Vincenzo Mazzotta. I due indagati dovranno comparire il 28 gennaio 2011 dinanzi il Tribunale. Si tratta del primo processo per i crolli in seguito al terremoto. In sostanza il preside non avrebbe mai sottoposto la vecchia struttura ai restauri. Inoltre non sarebbe mai stato redatto un piano per la sicurezza. A Mazzotta sono mosse contestazioni simili. Tra le accuse al preside anche il fatto che sarebbe stato opportuno, dopo le due scosse che precedettero la catastrofe, far evacuare l’edificio.
Il 10 dicembre prossimo si svolgerà la prima udienza preliminare presso il tribunale dell’Aquila dove compariranno davanti ai magistrati, con l’accusa di omicidio colposo, i sette membri della Commissione che sottoscrissero il verbale della seduta; assistito dall’avvocato Paolo Enrico Guidobaldi del Foro di Roma, Bearzi ha deciso di costituirsi parte civile nell’udienza preliminare di dopo domani
Si tratta di Franco Barberi, presidente vicario della Commissione nazionale per la prevenzione e previsione dei grandi rischi e ordinario di Vulcanologia all’Università Roma Tre, Bernardo De Bernardinis, vice capo del settore tecnico operativo del dipartimento nazionale di Protezione civile, Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e ordinario di Fisica terrestre presso l’Università di Bologna, Giulio Selvaggi, direttore del centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore della fondazione ‘Eucentre’, Claudio Eva, ordinario di Fisica terrestre presso l’Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell’ufficio Rischio sismico del dipartimento di Protezione civile e ordinnario di Tecnica delle costruzioni presso l’Università Federico II di Napoli.
Nell’ambito dello stesso procedimento Il Codacons si è costituito parte civile con “l’obbiettivo di fornire ai cittadini abruzzesi tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane”.



