L’AQUILA – “Oggi abbiamo dimostrato che hanno fatto più 20 volontari in due giorni che una classe politica in 2 anni”.
Ad affermarlo sono i ragazzi dell’Udu (Unione degli universitari) che, sulla scia del pranzo autogestito della settimana scorsa a Coppito, questa mattina hanno protestato contro la mancanza di una mensa nelle strutture universitarie organizzando un pranzo di protesta nei locali della ex Optimes, sede attuale della facoltà di Ingegneria.
Lo slogan scelto per l’iniziativa è stato “La vostra inefficienza è il nostro INGegno”, scritto su uno striscione che è stato affisso all’interno della facoltà.
Gli studenti si sono davvero “ingegnati”, preparando e distribuendo 280 pasti che sono stati consumati lungo i corridoi che collegano Ingegneria a Scienze Motorie, anche quest’ultima ospite della struttura dopo il sisma.
Nella preparazione dei pasti, gli universitari sono stati aiutati dalle addette alla ristorazione della mensa e bar ora cassaintegrate.
“Troviamo impossibile che a venti mesi dal sisma – ha affermato Matteo Saraullo, dell’Udu – si continui a definire la situazione come ‘di emergenza’. Non si stanno chiedendo trattamenti privilegiati ma semplicemente i servizi che tutti gli atenei d’Italia hanno e il cui ripristino è di competenza della Regione Abruzzo”.
“È stata ribadita più e più volte la necessità per la città dell’Aquila di avere un sostrato economico trainato dall’ateneo, ma non è pensabile che si chiedano agli studenti i sacrifici che sono stati richiesti fino a oggi”.
Sull’apertura delle mense ancora non si hanno date certe, sebbene durante l’incontro avvenuto lo scorso 21 novembre tra una delegazione di studenti, il commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, e l’assessore regionale all’Istruzione Paolo Gatti, si era accennato a un’eventuale apertura a dicembre.
Oggi, invece, le strutture provvisorie di Coppito, dell’ex Optimes e di Bazzano sono ancora chiuse, nonostante siano completamente arredate.
“L’atteggiamento nei nostri confronti – ha concluso Saraullo – è attualmente discriminante e pertanto continueremo a portare avanti le nostre richieste con forza e vigore”.




