CHIETI – La segreteria provinciale della FCgil-Fp ha inviato una nota all’Amministrazione comunale di Chieti relativa alla copertura di posti vacanti della dotazione organica dell’ente.
“Abbiamo riscontrato infatti evidenti – scrive il segretario Paola Puglielli – contraddizioni nelle politiche di reclutamento di personale. Mentre ad esempio l’Amministrazione provvede correttamente a coprire le vacanza nell’organico del personale educatore addetto ai nidi d’infanzia comunali con lo scorrimento della graduatoria degli idonei dell’ultimo concorso pubblico, diversamente, per la copertura di figure professionali di natura amministrativa di categoria C, si procede a bandire un nuovo concorso a tempo determinato, ignorando di fatto la vigenza di una graduatoria di idonei derivante da concorso pubblico già espletato”.
“Le ragioni di tale incoerente procedura ci sfuggono anche qualora si dichiari che in tal modo si voglia in qualche modo ‘tutelare’ il personale precario attualmente in servizio presso l’Ente con contratto in scadenza a dicembre del corrente anno”.
“La scelta dell’Amministrazione non è condivisibile sia in quanto non rappresenta una concreta soluzione per i lavoratori precari per i quali in realtà non è previsto alcun sostanziale percorso di stabilizzazione ed inoltre perché è palesemente contraria alla recente evoluzione normativa in atto in materia di reclutamento nel Pubblico Impiego che invece orienta le Pubbliche Amministrazioni all’utilizzo obbligatorio delle vigenti graduatorie di merito”.
“Ed ancora, oltre che perseverare in meccanismi di reclutamento del personale orientati alla precarietà risulta poco intelligibile per quei cittadini che, sulla base del dettato Costituzionale, partecipano ad un concorso pubblico con la certezza che, qualora si sia giudicati idonei e qualora le Amministrazioni procedono alla copertura di quel posto, in piena legittimità potranno essere assunti”.
“Il personale precario al quale, nel corso degli anni, non è stata garantita nessuna forma di tutela o riconoscimento alcuno per avere garantito l’erogazione dei servizi istituzionali dell’Ente non è d’altra parte minimamente tutelato in quanto nei fatti si garantisce esclusivamente un “rinnovo” della loro precarietà ancora per un anno ed una eventuale proroga e ciò, a nostro avviso, sarebbe una nuova e beffarda illusione mentre invece, anche alla luce dei recenti limiti imposti dalla Legge Finanziaria, è necessario affrontare la questione con estrema serietà e concretezza per non rischiare, ancora una volta, di mortificare e illudere la sacrosanta rivendicazione del posto di lavoro”.
“Per le ragioni sopra esposte abbiamo invitato nuovamente l’Amministrazione ad un incontro con le organizzazioni sindacali al fine di individuare percorsi condivisi per le modalità di copertura del fabbisogno strutturale dell’Ente che tengano conto della necessaria tutela dei precari in scadenza ma nel rispetto delle vigenti norme in materia di reclutamento nelle Pubblica amministrazione e conseguentemente di coloro che legittimamente, in quanto idonei a seguito di regolare selezione pubblica, hanno diritto di accesso nell’Ente”.





