L’AQUILA “Il rinvio del pagamento delle tasse sarà inserito nel decreto milleproroghe. La differenza sostanziale non è nel voto sull’emendamento specifico alla legge di stabilità, ma nel comportamento su tutta la vicenda terremoto”. Lo affermano i senatori del Popolo della Libertà Fabrizio Di Stefano e Paolo Tancredi.
“Noi, seppure con i nostri limiti – hanno aggiunto in una nota – siamo impegnati a lavorare sul governo per dare risposte ai tantissimi problemi che affliggono L’Aquila e i Comuni del cratere. E crediamo che qualche risultato significativo sia stato raggiunto. Sappiamo tutti che c’é ancora molto da fare. Nello specifico argomento su cui polemizzano i colleghi del Pd facciamo presente che il Governo si è già impegnato a inserire una norma specifica nel decreto milleproroghe. Questa volontà é stata più volte espressa manifestamente dal governo, ma non c’é peggior sordo di chi non vuol sentire”.
“Sbagliano i colleghi ad esasperare i toni in una situazione già di per sé difficile e contestualmente poi balzare all’onore della cronaca nazionale perché come riportato da Panorama, di fondi del terremoto vanno a beneficiare Comuni che non rientrano tra quelli del cratere come quello di Capistrello, di cui è sindaco il fratello del senatore Lusi”.
Sulla vicenda tasse nei giorni scorsi si era sollevato un vero e proprio polverone di polemiche dopo la nota dell’Agenzia delle Entrate con cui venivano definiti criteri e modalità per le restituzioni delle tasse sospese dopo il terremoto del 6 aprile 2009 con a partire dal mese di gennaio 2011.
Nota che, di fatto, smentiva l’ordine del giorno approvato un paio di settimane fa dai parlamentari abruzzesi, in maniera bipartisan, durante la discussione della Legge di stabilità (ex Finanziaria) alla Camera e con il quale veniva equiparato il trattamento fiscale dei terremotati del cratere sismico abruzzese alle popolazione di Marche, Umbria e Molise e alluvionati di Alessandria.
Anche il consigliere regionale del Pdl Luca Ricciuti non era stato tenero nei confronti dell’Agenzia delle entrate, definendo la nota con cui venivano fissati parametri e regole per le restituzioni “fuori luogo e immotivato”.
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