L’AQUILA – I precari ‘storici’ della Regione Abruzzo, da mesi in aperto contrasto con l’assessore al personale Federica Carpineta, tornano ad invocare un percorso che li conduca alla stabilizzazione dopo anni di promesse e, con una lettera aperta, intendono fare chiarezza su quella che, dal loro punto di vista, è la situazione allo stato attuale delle cose. “Siamo stati presi in giro” scrivono.
Con una nota sottolineano come non solo dopo aver superato due, in alcuni casi tre, concorsi siano costretti a partecipare ad una nuova prova concorsuale pubblica a cui parteciperanno “ migliaia di persone, portaborse compresi”.
Ma ciò che più ai precari non va giù è il provvedimento, approvato con un emendamento il 9 novembre scorso dal Consiglio regionale, in virtù del quale ‘Ai fini del contenimento della spesa pubblica il Consiglio e la Giunta regionale, per la copertura dei posti disponibili nella propria dotazione organica, prima di indire le procedure del concorso pubblico e previo esperimento delle procedure di mobilità, devono utilizzare eventuali graduatorie di idonei derivanti da pubblici concorsi ancora vigenti espletati o dalla Giunta Regionale o dal Consiglio Regionale, tenuto conto del profilo professionale .L’obbligo, di cui la comma 1, si applica solo per i posti vacanti istituiti prima della pubblicazione del provvedimento di approvazione delle graduatorie’.
Un provvedimento che aveva suscitato un durissimo scontro tra sindacati e lavoratori da una parte e assessore dall’altro, al quale sono seguiti giorni di botta e risposta a suon di comunicati stampa.
“L’assessore Carpineta – scrivono i precari – ha di fatto stabilito di assumere in Giunta chi è risultato idoneo a concorsi banditi presso il Consiglio Regionale, persone delle quali si conosce ovviamente già nome e cognome e che da una graduatoria creata per il Consiglio si ritrovano a lavorare in Giunta, senza alcuna esperienza di servizio nella pubblica amministrazione. Il tutto a discapito di noi precari che manteniamo uffici da circa 9 anni e che siamo stati ancora una volta presi in giro dall’assessore”.
Per i lavoratori precari dell’ente, molti dei quali rischiano di rimanere a casa senza rinnovi dei contratti, la soluzione più semplice sarebbe quella di “applicare la famosa e ancora vigente Delibera 38 e garantire la stabilizzazione con procedure snelle e del tutto legittime”,
IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA DEI “PRECARI STORICI DELLA REGIONE”
Noi precari storici della Regione Abruzzo, che siamo in servizio in media da 9 anni e che abbiamo superato più di un concorso pubblico, alla luce di quanto accaduto negli ultimi Consigli Regionali e di ciò che quotidianamente appare sulla stampa, intendiamo fare una precisazione.
In un momento in cui, a livello nazionale Draghi, Governatore della Banca d’Italia, sostiene che la soluzione per i problemi della nostra economia sia la stabilizzazione dei precari e più forze politiche affermano che bisogna porre fine al precariato, la Regione Abruzzo mantiene una linea al di sopra delle parti.
Apparentemente è stato dato il via libera ad un bando di concorso pubblico, cioè aperto a tutti, che ci riconosce il servizio prestato (e ci mancherebbe altro!) ma che non ci garantisce la stabilizzazione. E così, dopo aver già vinto due, in alcuni casi tre concorsi, dovremmo ancora una volta metterci in gioco contro migliaia di persone, portaborse compresi.
Ma oltre al danno, la beffa.
Con l’approvazione, in data 9/11/2010, dell’emendamento che prevede all’articolo 5 (Utilizzazione degli idonei dei concorsi pubblici regionali) quanto segue:
“1. Ai fini del contenimento della spesa pubblica il Consiglio e la Giunta regionale, per la copertura dei posti disponibili nella propria dotazione organica, prima di indire le procedure del concorso pubblico e previo esperimento delle procedure di mobilità, devono utilizzare eventuali graduatorie di idonei derivanti da pubblici concorsi ancora vigenti espletati o dalla Giunta Regionale o dal Consiglio Regionale, tenuto conto del profilo professionale. 2. L’obbligo, di cui la comma 1, si applica solo per i posti vacanti istituiti prima della pubblicazione del provvedimento di approvazione delle graduatorie”, l’Assessore Carpineta ha di fatto stabilito di assumere in Giunta chi è risultato idoneo a concorsi banditi presso il Consiglio Regionale, persone delle quali si conosce ovviamente già nome e cognome e che da una graduatoria creata per il Consiglio si ritrovano a lavorare in Giunta, senza alcuna esperienza di servizio nella pubblica amministrazione. Il tutto a discapito di noi precari che manteniamo uffici da circa 9 anni e che siamo stati ancora una volta presi in giro dall’Assessore.
Si allontana quindi anche la speranza del concorso che era stato proposto come soluzione all’annoso problema del precariato, perchè di fatto i posti liberi in pianta organica verranno occupati dal personale attinto da tali graduatorie, portaborse compresi.
Non solo.
L’Assessore continua a creare nuovi precari, bandendo selezioni per assumere 20 nuovi Co.co.co, ed inoltre, invece di perseguire i “fini del contenimento della spesa pubblica”, così come dichiara nell’ultimo emendamento, paventa l’idea dell’esternalizzazione di alcuni servizi.
Nel frattempo scadono i primi contratti (30 novembre Informatica), cui seguiranno presto gli altri (31 dicembre Centro Regionale Beni Culturali e Bura). E pensare che la Regione potrebbe semplicemente applicare la famosa e ancora vigente Delibera 38 e garantire la stabilizzazione con procedure snelle e del tutto legittime, a noi, che già abbiamo dimostrato di essere capaci e meritevoli con i concorsi superati nel corso degli anni e che svolgiamo il nostro lavoro con professionalità e competenza.
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