L’AQUILA – A 19 mesi dal terremoto del 6 aprile 2009, il Comune dell’Aquila ha invitato alcune delle famiglie residenti nell’area di via XX settembre, una delle più colpite dai crolli del sisma, a visitare il sito di stoccaggio provvisorio di piazza D’Armi, che custodisce quasi 10 mila tonnellate di macerie.
La cosa ha suscitato però delle critiche da parte dei familiari delle vittime del sisma.
“È una cosa indegna, di una gravità estrema – spiega Vincenzo Vittorini, presidente della Fondazione 6 aprile per la vita onlus”.
“Con questo atto del Comune – commenta – si è perpetrata l’ennesima umiliazione delle vittime. Dopo che è passato tutto questo tempo è praticamente impossibile trovare effetti personali”.
“Per mesi – ricorda Vittorini – abbiamo chiesto notizie in merito ai nostri effetti personali, se qualcuno era a conoscenza da tempo della provenienza delle macerie di questo sito di stoccaggio è incomprensibile perché la telefonata che ci è stata fatta una settimana fa non è stata fatta 20 mesi fa”.
“Perché non ci hanno dato a quel tempo – ha aggiunto – la possibilità di trovare anche solo una foto, un peluche, un vestito? Oggi trovare una vera e propria giungla sui resti di quella che era una vita felice è un riaprire di nuovo le nostre ferite”.






