L’AQUILA – “Ma quali favelas!”. Monta il dibattito sul decoro e il futuro di viale della Croce rossa, già arteria importantissima di collegamento tra periferia e centro dell’Aquila prima del sisma, poi divenuta, con la chiusura dei locali inagibili del centro, anche luogo di ricostruzione sociale con l’apertura di numerosi bar, pub e rosticcerie.
Una situazione che ha concentrato la vita sociale degli aquilani in quel polo (assieme a viale Corrado IV) e i risultati si vedono: nel weekend parcheggi selvaggi, traffico impallato e bagordi fino a tardi.
I commercianti del viale, spina dorsale della movida aquilana post-terremoto, rispondono a brutto muso alle legnate di Gianfranco Giorgi, segretario regionale della Cisl, che in una nota di due settimane fa aveva bocciato le condizioni in cui giace l’importantissima arteria, divenuta anche luogo di aggregazione sociale.
Un intervento definito “non costruttivo, approssimativo e inesatto”. Le critiche di Giorgi vengono respinte punto per punto e alla fine i commercianti invocano anche “maggiore illuminazione” e “viabilità adeguata”, facendo intendere di essere pronti a discutere sul progetto ideato dagli studenti del capoluogo di una zona a traffico limitato lungo il viale.
Un progetto cui ieri ad AbruzzoWeb il comandante dei Vigili urbani, Eugenio Vendrame, ha risposto con un “ni”, ma su cui anch’egli sembra disposto a dialogare.
“Forse al signor Giorgi – scrivono inferociti gli esercenti nella loro replica – sfugge come era viale della Croce Rossa prima del noto sisma. A parte poche attività già esistenti, tutto il resto era costituito da aree invase da erbacce, animali abbandonati, branchi di cani randagi incattiviti. Splendido viale alberato, cornice del centro storico, impossibile da percorrere a piedi in tranquillità e sicurezza, privo di luce e arricchito di rifiuti di vario genere, vecchie gomme e ferri arrugginiti eccetera”.
Secondo i gestori dei locali, quindi, “sentir definire un contesto di questo tipo ‘prestigioso’ suona strano! Forse – ipotizzano malignamente – il signor Giorgi non c’era stato! Per quanto riguarda poi le ‘baracche’, si tratta di strutture in legno del tutto a norma, con regolari platee, impianti elettrici a norma di legge, calde, confortevoli, accoglienti e ben arredate”.
“Passando poi agli ‘autobus dismessi’ – prosegue la nota, che qui difende lo storico locale “The Corner”, che si è spostato dall’angolo tra via Cavour e via Sassa a un autobus inglese sempre in periferia – sarebbe più corretto parlare di un autobus d’epoca avente un certo valore commerciale e reso, con abilità e gusto, piacevole e confortevole (ai più piace). Per quanto riguarda le roulotte forse non si era accorto che sono presenti da diversi anni (forse era distratto)”.
Per Giorgi si tratta soprattutto di una questione di “look” della via, ma i commercianti lo beccano anche su questo. “E per quanto riguarda infine l’immagine che noi dovremmo offrire delle nostre attività – ringhiano – vorremmo far presente al signor Giorgi che siamo perfettamente in grado di far fronte autonomamente. Visto che siamo presenti sul mercato aquilano da diversi anni con professionalità, competenza e serietà e, prima di riaprire le nostre attività, ci siamo preoccupati di pulire, illuminare e offrire un parcheggio ai nostri clienti e non. Tutto a nostre spese, nel rispetto del lavoro e della nostra utenza”.
“Non abbiamo potuto non considerare – accusano – che il suo intervento, posto in un modo assolutamente non costruttivo, approssimativo e inesatto, rechi danno di immagine a noi e alle prestigiose aziende che rappresentiamo”.
“Saremo comunque lieti di migliorare con l’aiuto delle istituzioni locali il contesto di Viale della Croce Rossa. Per esempio – concludono i commercianti – con una più adeguata viabilità, una maggiore illuminazione, che renderebbero possibile il passeggio. Magari anche con l’aiuto di un bravo sindacalista!”.
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