L’AQUILA – Veleni sul congresso provinciale del Partito democratico aquilano, previsto per i primi di novembre.
Un esponente democrat di Celano, Loreto Ruscio, senza mezzi termini, accusa la senatrice Stefania Pezzopane di aver fatto “un’azione di regime per indurre a ritirare la propria candidatura ai due giovani Stefano Albano e Francesco Piacente in favore del segretario uscente, Mario Mazzetti, che adesso resta l’unico sulla piazza”.
Ruscio, vicino al gruppo che alle primarie del dicembre 2012 aveva sostenuto Michele Fina, ex assessore e attuale capo segreteria del ministro per l’Ambiente Andrea Orlando, per la corsa a un seggio parlamentare “sicuro”, riferisce di “aver raccolto le firme per partecipare alla competizione contro Mazzetti”, ma di essersi poi bloccato quando è emersa la linea verde rappresentata da Albano, coordinatore cittadino del capoluogo, e di Piacente, assessore del Comune di Capistrello e attuale vice segretario.
“Ci sono state ingerenze e pressioni incredibili – aggiunge Ruscio – consumate nel corso di una riunione ristretta convocata proprio dalla Pezzopane alla quale hanno partecipato alcuni pezzi da 90 del partito”.
“A questo punto – dice ancora Ruscio – chiediamo la riapertura dei termini per la presentazione di altri nomi per la segreteria provinciale, perché quella di Mazzetti è unica ma non unanime”.
“Abbiamo intenzione di presentare una denuncia ai garanti del Pd e alla commissione di garanzia del congresso su questa pessima vicenda”, annuncia Ruscio.
“Questi sarebbero i neo-renziani che vogliono portare una ventata di novità nel Pd – accusa – e che in quattro-cinque hanno deciso di blindare Mazzetti, che è responsabile di aver liquefatto il partito in provincia, passato da 3 mila a mille iscritti e di aver narcotizzato il dibattito interno”.
Dal canto suo, Albano nega di aver ricevuto sollecitazioni dalla Pezzopane, ma conferma che “si stanno valutando ipotesi per una proposta unitaria”.
“Ne abbiamo parlato con il capogruppo in Comune, Maurizio Capri, e con la dirigenza locale – rivela Albano – durante queste consultazioni la decisione che è venuta fuori è che in questo momento bisogna concentrarsi sulla battaglia per ottenere i fondi per la ricostruzione dell’Aquila e non su logiche congressuali”.
“In questi giorni così importanti per il futuro della città – conclude – mi sarei sentito un ‘disertore’ se invece di governare il partito a libello cittadino mi fossi dedicato a girare per la provincia in cerca di voti”. Pierluigi Biondi






