L’AQUILA – Pochi minuti in cui concentrare tutto: la crisi economica acuita dal post-terremoto, le tasse da restituire, il centro buio e abbandonato, il corteo di sabato, i soldi per la ricostruzione…

È stato un vero minestrone il collegamento che la trasmissione di Rai 2 Annozero ha fatto dall’Aquila, con l’inviato Sandro Ruotolo che ce l’ha messa tutta per toccare tutti i temi caldi, che sono davvero troppi da poter essere raccontati in due spezzoni di pochi minuti l’uno.

La cosa positiva è che i comitati cittadini sono riusciti ad avere la loro parte della scena, anche se lo striscione “Macerie di democrazia – L’Aquila chiama Italia” è stato sì srotolato (come si può vedere dalle foto di AbruzzoWeb) ma non si è visto troppo chiaramente sul teleschermo.

Se non altro la manifestazione di sabato 20 è stata annunciata e sottolineata, tanto dai cittadini, quanto da Ruotolo e perfino da Michele Santoro. Una vetrina mediatica di prestigio che ci si attendeva ed è stata centrata in pieno.

Peccato che lo stesso Santoro abbia liquidato con una battuta la proposta di legge d’iniziativa popolare, realizzata con tanta fatica ed entusiasmo dai comitati che vogliono farla arrivare in Parlamento. “Le firme da raccogliere? Ci sono ancora quelle di Beppe Grilloche aspettano”. Bum, chiuso lì. Una doccia fredda inattesa.

Di notevole restano gli oltre trecento aquilani accorsi in centro nonostante il freddo, il gelo e un diluvio nelle prime ore della serata che potevano indurre a più miti consigli. Bella anche l’immagine di piazza Chiarino illuminata a giorno: un effetto speciale per fare scena in tv, certo, visto che nelle serate normali quel tratto è tra i più bui e lugubri del centro mezzo riaperto e mezzo no. Ma comunque un bell’effetto.

Deludente invece il dibattito in studio. Dell’Aquila si è parlato poco e male, e anche quel paio di servizi lanciati dal conduttore non hanno eccessivamente colpito. Nemmeno il vignettista Vauro Senesi ha dedicato una delle sue caustiche illustrazioni alle emergenze del capoluogo.

Insomma, un’ottima prova per L’Aquila, mentre da Annozero ci si poteva attendere qualcosa di più.

Ma d’altronde, bisogna accontentarsi. Tra l’alluvione in Veneto, i crolli a Pompei, i tagli alla cultura, la crisi di governo e i finiani e i sempreverdi rifiuti di Napoli, i temi di discussione di un talk show televisivo d’attualità sono anche troppi, e si è costretti a rendersi conto che, giusto o sbagliato che sia, la ricostruzione aquilana non è più percepita come l’emergenza maggiore e più attuale in Italia.

ARRIVA ANNOZERO, L’AQUILA SFOGA LA SUA DELUSIONE E LA SUA RABBIA  (di Manuela Garofalo e Federica Tazza)

GUARDA LA FOTOGALLERIA (foto di Federica Tazza)

IL BLOB DELLA SERATA SULL’AQUILA

“L’Aquila è la sommatoria di due difetti nazionali: il pressapochismo e la passione per la propaganda”. (Philippe Daverio, storico dell’arte)

“Se i soldi sono pochi bisogna usarli con intelligenza”. (Michele Santoro)

“All’aquila il governo ha speso 5 miliardi, tre volte il bilancio della cultura”. (Nicola Porro, vice direttore Il Giornale)

“Dal 1° gennaio all’Aquila si pagheranno più tasse che nel resto d’Italia” (Valter Veltroni, deputato Partito democratico)

COLLEGAMENTO-BIS, LANCIATO IL CORTEO DI SABATO 20

Il collegamento è ripreso da piazza Chiarino.

Ruotolo ha indicato un palazzo che, ha detto “ha richiesto 700 mila euro per metterlo in sicurezza. Per uno snodo in Romagna si pagano 8 euro, qui 25 al pezzo”.

L’inviato ha poi dato la parola a due esponenti dei comitati cittadini. Giusi Pitari: “Siamo stanchi di vedere la città transennata e militarizzata. Stanchi di essere considerati ingrati e disperati, vogliamo illuminare questa città. Bisogno di un flusso di denaro costante”.

Si sono poi accese delle luci e almeno per qualche minuto piazza Chiarino, a oggi uno dei punti più bui della città, è tornata illuminata.

Ha poi parlato Sara Vegni. “È insopportabile essere costretti ad andare via perché non ci sono più alternative, a oggi non ci sono fondi e tempi certi per la ricostruzione. Sabato abbiamo chiesto a tutta Italia di venire qui all’Aquila per vedere reale situazione. L’Aquila è un bene di tutta Italia, non un problema solo nostro”.

Lo spunto è stato raccolto da Ruotolo per parlare della proposta di legge d’iniziativa popolare: “Vogliono raccogliere 50 mila firme”, ha spiegato, ma dallo studio Santoro ha replicato sarcasticamente: “Ci sono ancora quelle di Beppe Grillo che aspettano”, in riferimento a una proposta di legge d’iniziativa popolare del comico genovese rimasta impaludata in Parlamento.

RUOTOLO IN COLLEGAMENTO DALL’AQUILA

Dopo il pungente editoriale di Marco Travaglio, critico verso il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, e il successivo dibattito, è partito il collegamento dall’Aquila.

“Siamo sotto la pioggia, al freddo e al buio. La vita qui non c’è più da 19 mesi”. Così l’inviato Sandro Ruotolo ha cominciato la diretta, cominciando una camminata lungo via Garibaldi attorniato da alcuni aquilani.

Il primo Luciano, orafo. “Ho perso la mia attività e parte della mia famiglia – ha raccontato – il lavoro è una disperazione. Sono artigiano orafo, avevo il negozio in centro. È diventata una città invivibile, senza bagliori di luce. Non voglio portare via i miei bimbi dalla mia città”.

Ruotolo ha ricordato che 1.700 ragazzi sono andati via e con loro le loro famiglie.

Ha parlato poi Ilaria, studentessa fuorisede. “Il centro manca a me, agli studenti e a tutta la città. L’Aquila era il suo centro. A noi studenti mancano tutti i servizi base, borse di studio, alloggi, mense. Le sedi sono in spazi provvisorie, alla facoltà di Lettere manca la biblioteca”.

Santoro ha chiesto da studio: “La situazione economica com’è?”.

Ruotolo ha ricordato la disoccupazione aumentata dal 12 al 14 per cento, e la cassa integrazione da 850 mila ore nel 2008 a 4 milioni nei primi sei mesi del 2010.

Dopo un operaio in cig, ha parlato un lavoratore di Abruzzo Engineering, la società a capitale misto della Regione Abruzzo: “Vogliono liquidare questa società, ieri lo abbiamo impedito. Stiamo lavorando in 120 per Comune e Provincia, se dovessimo andare via le pratiche del terremoto resterebbero ferme”.

SI PREPARA IL COLLEGAMENTO

In vista del collegamento con gli studi di Rai 2, si prepara un assembramento di persone lungo via Garibaldi con uno striscione “Macerie di democrazia – L’Aquila chiama Italia”, motto della manifestazione di sabato 20.

Ci sono anche lavoratori di Abruzzo Engineering con cartelli contro il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che espongono cartelli con scritto “Gianni Gianni, finiscila di fare danni”, “Gianni, il tuo chiodo fisso: Abruzzo Engineering nell’abisso”, “Gianni tranquillo, i lavoratori di Ae non hanno scheletri nell’armadio”, “I lavoratori di Ae sanno lavorare, possono lavorare, devono lavorare”.

LA PUNTATA

Sul posto ancora non si vede Sandro Ruotolo, vice direttore di Annozero, collaboratore storico di Santoro, che terrà il collegamento, e che nei giorni scorsi su AbruzzoWeb ha chiamato a raccolta gli aquilani: “L’Italia vi ascolterà”.

La puntata emblematicamente è intitolata “Macerie”, e oltre alla ricostruzione del centro del capoluogo si affronterà complessivamente il tema dei beni culturali in Italia.

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(hanno collaborato Manuela Garofalo e Federica Tazza)