L’AQUILA – “È trascorso ormai un anno da quando, in occasione dell’acquisizione al patrimonio comunale del Progetto C.a.s.e. e della visita dell’allora ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca in Consiglio comunale, invitavo amministrazione comunale e governo a una maggiore attenzione sul delicato problema degli espropri”.

Lo scrive il consigliere comunale del Partito democratico dell’Aquila, Stefano Palumbo.

“La mia fondata preoccupazione derivava dal fatto che in corrispondenza del passaggio dalla gestione commissariale al nuovo assetto di governance, avvenuto il 31 agosto 2012 – afferma nella nota Palumbo – nessuno avesse previsto una sorta di deroga per la struttura di Missione espropri che operava per tutti i comuni del cratere sismico con un’importante dotazione finanziaria prevista dalla ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri (opcm) 4013/2012. Ed infatti, come avevo previsto, da quel giorno c’è stato un blocco delle attività fino al giugno di quest’anno quando, attraverso una convenzione tra tutti i comuni interessati, sono finalmente riprese le attività in capo all’Ufficio Speciale dell’Aquila. Risultato: sono stati persi 9 mesi, costati in termini di indennità di occupazione (ovvero il risarcimento per il periodo intercorrente tra la data di immissione in possesso e la data di determinazione dell’indennità di espropriazione dei terreni) oltre 6 mln di euro (circa 700 mila euro al mese)”.

“Adesso, il nuovo ufficio, coordinato dall’ingegner Gabrielli, è chiamato ad imprimere un’accelerazione sulle procedure che, come previsto dal decreto della presidenza della Repubblica 327/01, impongono all’amministrazione pubblica un termine perentorio di 5 anni per emanare il decreto di esproprio dell’area immessa in possesso, e ad oggi, non serve ricordarlo, sono già trascorsi circa 4 anni”, dice ancora Palumbo.

“Per fare il punto della situazione – conclude il consigliere comunale Pd – e capire l’andamento delle attività di esproprio sulle tante aree occupate in fase di emergenza, nella seduta della commissione ‘gestione del territorio’ fissata per mercoledì 2 Ottobre, ho invitato a partecipare l’ingegner Gabrielli e il dottor Aielli, nella speranza che la discussione porti a fare chiarezza su una problematica che ammonta a circa 150 milioni di euro, soldi che in un periodo di stretta economica possono rappresentare una vera boccata di ossigeno per le migliaia di persone coinvolte”.