L’AQUILA – “Se non fosse così sfortunato, oltre che ignorante, Gianfranco Cerasoli avrebbe potuto vedere che su tutte le pagine del decreto in corso di formazione c’è scritto trasversalmente che si tratta di uno schema”.
Replica duramente il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, alle accuse lanciate dal segretario generale della Uil beni culturali, che ha bocciato il decreto che con 120 milioni avvia la ricostruzione del centro storico dell’Aquila, reputandolo “non concordato” e “impugnabile”.
“Avendo anch’io avuto le stesse perplessità dal punto di vista della formulazione corretta giuridica – svela Chiodi – sono in attesa che la commissione tecnico-scientifica dia la sua valutazione”.
Alle accuse personali di Cerasoli (“Chiodi è incapace o nelle mani di tecnici arroganti”), il commissario risponde invece accusando il segretario e il suo sindacato di volere mettere le mani nella ricostruzione.
“Quest’aspetto d’ignoranza – sbotta – non giustifica né i toni usati né la singolarità del suo interesse, che pare non tanto rivolto al merito delle questioni, ma a posizioni meramente di gestione”.
“Probabilmente – aggiunge Chiodi – ancora una volta il sindacato sta cercando di tirare la volata a qualche suo iscritto. E se fosse così, troverebbe in me un baluardo insuperabile”.
Quanto alle competenze tecniche sulla ricostruzione, il governatore ricorda che “il vice commissario Luciano Marchetti si occupa della messa in sicurezza e dei consolidamenti. In base all’attuale normativa – specifica – il restauro è affidato alle soprintendenze”.
Sul conflitto di competenze, Chiodi gira la palla al ministero per i Beni culturali, “non al ministro”, specifica, ma “alle strutture”.
“Invece di rivolgersi così sgarbatamente al sottoscritto – prosegue – Cerasoli dovrebbe sapere che questo conflitto non appartiene a me, ma alla confusione che regna nelle strutture ministeriali proprio per le vicende sindacali e di potere. Sono lotte tra soggetti che vorrebbero acquisire ruoli di potere: io rifuggo da questa logica e mi scandalizzo quando vedo un personaggio che si presta a queste cose in modo così scorretto e volgare”.
“Questo violento attacco – conclude il commissario – mi fa pensare che per qualcuno sia importantissimo chi-fa-cosa. Non per me, per me l’importante è che le cose si facciano in maniera trasparente, corretta e pulita”. (alb.or.)
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