L’AQUILA – Sono pronti 120 milioni di euro per l’avvio della ricostruzione degli edifici pubblici, complessi monumentali culturali e dei sottoservizi nel centro storico dell’Aquila. La somma sarà sbloccata con la firma di un apposito decreto al massimo entro lunedì.

L’annuncio arriva dal commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, con il quale oggi ha polemizzato il sindaco del capoluogo ed ex vice commissario, Massimo Cialente, infastidito per l’invito alla conferenza stampa giunto solo venerdì scorso.

Uno ‘sgarbo’, almeno stando alle parole del primo cittadino del capoluogo, che per la prima volta pubblicamente e in maniera inequivocabile attribuisce delle responsabilità al Governo per il mancato avvio della fase di ricostruzione.

Quella che sarebbe dovuta essere una giornata contrassegnata da serenità e, magari, anche da un minimo di euforia si è trasformata in una nuova puntata che, se fosse un gioco a premi, dovrebbe chiamarsi “C’eravamo tanto amati”.

“Oggi siamo qui per segnare un altro, importante, step nel processo di ricostruzione dell’Aquila – ha detto oggi Chiodi in un affollato incontro a Palazzo Silone – Un processo ovviamente lungo, ma che non deve far venir meno la nostra speranza di un futuro recupero del patrimonio edilizio cittadino”. Chiodi ha poi richiamato tutti alla massima allerta contro il rischio di infiltrazioni mafiose.

Dichiarazioni, quelle relative alla ricostruzione, distanti anni luce da quelle di Cialente, che dal Friuli, dove era stato invitato da tempo per una manifestazione sul post terremoto del ’76 e dell’Aquila del 2009, ha dichiarato: “Si è svolta stamani una conferenza stampa sulla ricostruzione, con particolare riferimento al centro storico, alla quale il Comune dell’Aquila non ha partecipato perché ‘invitato’ solo nel pomeriggio di venerdì. Ricordo che i temi su cui verteva la conferenza, vale a dire, ripeto, ricostruzione e centro storico, sono di competenza del Comune e del Consiglio comunale”.

Stando a quanto si è appreso, Cialente ha denunciato lo stato di cose telefonando al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al quale avrebbe addirittura chiesto il rinvio dell’incontro con la stampa.

C’è da dire che la conferenza stampa, organizzata dalla Struttura Tecnica di missione, guidata dall’architetto Gaetano Fontana, in collaborazione con il servizio comunicazione della struttura tecnica di missione, è stata allargata agli amministratori delle istituzioni proprietari delle strutture e ai soggetti attuatori delle opere programmate, risultando alla fine un vero e proprio convegno con tanto di passerella dei protagonisti.

Tutto ciò con il capiente auditorium di palazzo Silone esaurito per la presenza dei vari personaggi interessati agli interventi, tra cui tecnici e progettisti, e con i giornalisti in piedi e senza informazioni.

Il fatto ha creato tensioni e imbarazzo nel commissario per la ricostruzione e il suo staff, una tensione che si è evidenziata in alcuni fasi dell’incontro. Dello scontro ha parlato il rettore dell’università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, il quale dopo aver sottolineato l’emozione per un’azione che fa ripartire la speranza, si è augurato che “il colloquio con gli amministratori della città riprenda”.

“Il Comune dell’Aquila non può non essere invitato, deve essere protagonista – ha continuato di Orio – Spero che Chiodi, persona testarda e determinata, ripari a questo problema”. 

Parlando dei problemi legati all’Ateneo di Orio ha dichiarato “che molti studenti stanno lasciando l’università dell’Aquila perchè stanchi del Pendolarismo” auspicando che “una parte dell’ex San Salvatore, dove andrà la facoltà di lettere, sia destinata all’ospitalità degli studenti”.

L’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari, interrogandosi sul futuro di questa città, ha invece attaccato Cialente: “Queste assenze al tavolo ci dicono che non c’è una visione comune. L’assenza incomprensibile e ingiustificata, non bisogna chiudere gli occhi e non vedere. Noi come Curia ci siamo mossi subito, abbiamo messo a disposizione lo studio perché il nostro obiettivo è far ripartire la città, anche questa presentazione fa parte del bene di questa città”.  

CHIODI: 120 MILIONI PER RICOSTRUZIONE IN CENTRO STORICO

La firma del decreto da parte del presidente della Regione che fa partire la prima fase della ricostruzione del centro storico con circa 120 milioni di euro destinati a edifici pubblici e culturali e monumentali verrà firmato nelle prossime ore, al massimo lunedì.

Lo ha riferito il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, nel corso della conferenza stampa di oggi. La portata del finanziamento dei progetti, stimati in circa mille, ammonta a 118.720.643,00  euro, disponibili sui fondi della contabilità speciale del Commissario Ricostruzione.

C’è da dire che la conferenza stampa, organizzata dalla Struttura Tecnica di missione, guidata dall’architetto Gaetano Fontana, in collaborazione con il servizio comunicazione della struttura tecnica di missione, è stata allargata agli amministratori delle istituzioni proprietari delle strutture e ai soggetti attuatori delle opere programmate, risultando alla fine un vero e proprio convegno con tanto di passerella dei protagonisti.

Tutto ciò con il capiente auditorium di palazzo Silone esaurito per la presenza dei vari personaggi interessati ai vari interventi, tra cui tecnici e progettisti, e con i giornalisti in piedi e senza informazioni.  

“Oggi siamo qui per segnare un altro importante step nel processo di ricostruzione dell’Aquila – ha esordito Chiodi – Un processo ovviamente lungo, ma che non deve far venir meno la nostra speranza di un futuro recupero del patrimonio edilizio cittadino”.

ECCO COME SARANNO SPESI I FONDI

Entrando nello specifico del provvedimento, il commissario si è detto “emozionato” nel dare comunicazione di un finanziamento così importante “in grado di dare un grosso impulso ai lavori sugli edifici pubblici, storici, culturali e monumentali o di proprietà dell’Università, comunque di enorme valenza identitaria per la città dell’Aquila”.

Gli oltre 118 milioni di euro sono così ripartiti: 3 milioni di euro per interventi pubblici ricompresi nel Programma sperimentale di fattibilità e breve termine; 47 milioni e 74 mila euro per interventi negli edifici pubblici di proprietà del Comune dell’Aquila; 31.484.053,00 euro (di cui 27.152.780,00 per il Comune dell’Aquila) per interventi su reti idriche e fognarie da parte della società di gestione Gran Sasso Acque; 15 milioni per interventi sul patrimonio culturale; 3 milioni e 250 mila euro per interventi alla chiesa delle “Anime Sante”.

A questi finanziamenti che sfiorano complessivamente i 100 milioni di euro (99.808.053,00 euro), vanno aggiunti 18.912.590,00 di euro per l’intervento programmatico negli edifici pubblici di proprietà del Comune dell’Aquila.

CHIODI_:  PIU’ TUTELA DAI RISCHI DI INFILTRAZIONI MAFIOSE

L’AQUILA – “Con il regime degli indennizzi anche i condomini privati sono a rischio infiltrazione mafiosa. Si dovrà vedere come tutelare la ricostruzione privata al fine di far rispettare la legalità”.

Lo ha detto il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, nel ringraziare, durante la conferenza stampa di annuncio dei decreto sui primi interventi per il centro storico dell’Aquila, il prefetto dell’Aquila, Giovanna Iurato, che coordina la task force per la prevenzione delle possibili infiltrazioni mafiose.

“Nella ricostruzione – ha sottolineato – si deve sconfiggere non solo le infiltrazioni, ma anche la delinquenza. Il prefetto sta lavorando molto bene sul contrasto alle infiltrazioni”.

In riferimento alle misure per la tutela dei condomini privati, Chiodi ha parlato di “contratto tipo le white list”. 

LAMPUGNANI: RICOSTRUZIONE SIA CONDIVISA

“Sono molto contento – ha continuato Chiodi – di comunicare questa serie di opere, fondamentali per la rinascita del centro storico. Ma è importante puntare su una ricostruzione di qualità, sia architettonica che urbanistica, che abbia rilevanza a livello internazionale. È la qualità che determinerà il successo del processo di ricostruzione, non la celerità dei tempi”.

Il Commissario ha avuto parole di apprezzamento per il contributo tecnico fornito dalla Curia, presente con l’arcivescovo, Giuseppe Molinari, e il vescovo, Giovanni D’Ercole, che ha realizzato un accurato studio, supportato da tecnologie all’avanguardia, sull’attuale stato della città capoluogo in superficie, ma anche a livello di sottoservizi.

A proposito di studio della curia, il tecnico che lo ha presentato ha risposto così alla domanda di un giornalista sui costi e la società che lo ha realizzato: “È costato solo tanto lavoro e sacrificio da parte dei tecnici della Curia e delle collaborazioni chieste dalla Curia”.

L’urbanista Vittorio Lampugnani, uno dei quattro “saggi” chiamati a coadiuvare la Struttura tecnica di Missione, ha sottolineato che si tratta di una sfida molto importante, esortando a una ricostruzione condivisa, ma aperta solo alle migliori capacità progettuali, e che veda il recupero parallelo e contemporaneo di infrastrutture e sottoservizi. “Ci sarà bisogno di molte idee progettuali – ha affermato Lampugnani -speriamo vengano da tutto il mondo che ci guarda, e spero che i mille progetti siano tradotti insieme da un progetto idea di città unitaria”. 

CIALENTE DAL FRIULI: “CENTRO STORICO E’ COMPETENZA DEL COMUNE”

L’AQUILA – “Si è svolta stamani una conferenza stampa sulla ricostruzione, con particolare riferimento al centro storico, alla quale il Comune dell’Aquila non ha partecipato perché ‘invitato’ solo nel pomeriggio di venerdì. Ricordo che i temi su cui verteva la conferenza, vale a dire, ripeto, ricostruzione e centro storico, sono di competenza del Comune e del Consiglio comunale”.

Commenta così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la conferenza stampa tenutasi quest’oggi a palazzo Silone.

“Apprendo inoltre – ha proseguito Cialente – che lunedì dovrebbe svolgersi un’altra conferenza stampa sulle politiche di rilancio industriale, senza che ne siano stati informati il Comune dell’Aquila e il sindaco, che pure da mesi e mesi pone il problema. Anche quello del rilancio economico e produttivo, peraltro, è un tema che la legge assegna ai Comuni”.

“Chiedo pertanto – ha aggiunto – al commissario Chiodi di cambiare la rotta e fermarsi a riflettere, poiché mi sembra che, ormai, la confusione regni sovrana. E, intanto, sarebbe il caso che il presidente della Regione e insieme commissario, e, finalmente, la Struttura tecnica di missione, ormai distratta rispetto ai compiti per i quali era stata istituita, facciano quel che devono, vale a dire fissare norme certe per la ricostruzione e, soprattutto, un prezziario valido per mettere i cittadini nelle condizioni di poter presentare i progetti, in particolare per quanto riguarda il centro storico”.

“La ricostruzione – ha dichiarato ancora Cialente – è bloccata per questi motivi e si va delineando un vero e proprio fallimento della sua seconda fase, fallimento per il quale ritengo che una grossa responsabilità sia imputabile anche al Governo, che gioca con le ordinanze e con incarichi sub commissariali. Questa confusione deve finire!”

“Nel contempo – ha concluso il sindaco – rivolgo un appello ai cittadini a vigilare affinché la ricostruzione della città e l’elaborazione di politiche per il suo sviluppo restino agli aquilani”.