PESCARA – Anche per molti studenti di Pescara tra ieri e oggi è suonata la prima campanella scolastica: è tornato dunque l’indesiderato, per alcuni, appuntamento con i libri e con le giornate trascorse a studiare, ancora zero minuti fatti, ma c’è già chi pensa alle vacanze di Natale.
Gli studenti rientrati questa mattina sono stati addirittura accolti da una pioggerella di fine estate che ha sancito l’ingresso della stagione più fresca e della fine del divertimento in spiaggia: non sarà sicuramente facile riabituarsi ai ritmi dell’autunno però molti sanno che si tratta di “obbligo scolastico” che va portato avanti.
Ma nei cortili di scuola si parla ancora delle vacanze estive appena trascorse, delle avventure stagionali oppure c’è chi preso dall’ansia si preoccupa di quanto potrà essere difficile l’anno scolastico appena iniziato, ci si mette d’accordo su quali siano i banchi più “utili” da occupare, si specula su un professore che nell’anno precedente non ha affatto divertito ma ha addirittura scoraggiato e si pensa anche al futuro universitario, dove gli orari sono meno rigidi e magari andando fuori città non si hanno mamma e papà “alle calcagna” che vigilano continuamente sull’assolvimento dei propri doveri.
Le scuole superiori sono belle anche per questo, per questi piccoli conflitti interiori; poi ci sono i più piccini, invece, che come accadeva per le scuole primarie, anche per il primo giorno di superiori hanno preferito farsi accompagnare dai genitori, perché finalmente la nuova scuola, quella scelta come base per il proprio futuro è entrata nella propria vita ma ancora spaventa perché è un mondo nuovo.
Davanti al liceo scientifico “Galileo Galilei” di via Balilla a Pescara, una calca di studenti ancora assonnati ad attendere la campanella: gli zaini ancora vuoti, l’abbronzatura ancora in mostra, sorrisi sarcastici e la consapevolezza che per i prossimi nove mesi la sveglia suonerà molto prima, già quasi si rimpiangono le vacanze estive, se così si possono definire.
“A dire il vero io quest’anno le vacanze le ho vissute poco, soprattutto perché ho avuto diversi debiti formativi, quindi mia mamma e mio padre mi hanno obbligato a seguire delle lezioni private – dichiara Luca, 16 anni, ridendo – Poi non è stata una bella stagione, è iniziata tardi, l’anno scorso ho potuto lavorare un po’ e con i miei risparmi divertirmi anche, ma quest’anno niente, sono stato a casa a studiare, anzi sono già stanco prima ancora di iniziare. L’anno promette bene insomma”.
Ma non la pensano tutti così, c’è anche chi sorride prima di entrare in classe con la consapevolezza che un anno in più di scuola è un anno in meno da affrontare: “Io sono felice di tornare a scuola – sostiene Chiara – l’anno prossimo compirò 18 anni, potrò prendere la patente e finalmente mi avvicino all’esame di maturità, così l’anno prossimo me ne vado all’Università”.
“Farò Giurisprudenza a Milano – aggiunge – non ho paura di diventare grande e di confrontarmi con il mondo del lavoro messo in ginocchio dalla crisi, voglio fare l’avvocato e ci riuscirò”.
La bellezza di aver fretta di crescere e di dover fare i conti con un futuro che non sarà semplice lascia senza parole, eppure è proprio l’innocenza della giovane età a non scoraggiare a volte anche per chi crede nella realizzazione personale pur non avendo ancora un diploma in mano.
E se al mattino di questo primo giorno di scuola gli studenti apparivano tutti più o meno pigri nel varcare il portone, non si può dire lo stesso per il veloce passo che ha caratterizzato l’uscita: la fame e la voglia di un riposino pomeridiano sicuramente hanno spinto gli studenti a fiondarsi verso le fermate dell’autobus o verso i propri motorini parcheggiati in fila indiana.
Alla domanda “com’è stato questo primo giorno di scuola?”, Giorgio, anche lui 16 anni, risponde simpaticamente e in maniera molto rapida: “sicuramente è presto per dare un giudizio, il primo giorno non si fa quasi nulla, abbiamo parlato del programma, dei testi, e ci siamo un po’ confrontati con i professori, già domani sarà diverso sicuramente, sta di fatto che io non vedo l’ora che vengano le vacanze di Natale, peccato che farà troppo freddo per andare al mare!”.
A tutti gli studenti, grandi e piccini, un grande in bocca al lupo.



