PESCARA – “Cari amici di AbruzzoWeb, l’emendamento di cui parlate nell’articolo di stamattina più che un blitz è stato il frutto di una svista. Infatti la mia firma è stata formalmente ritirata subito dopo la presentazione”.

Lo afferma il capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale, Maurizio Acerbo, commentando l’articolo di questo giornale sull’emendamento presentato e ritirato che tentava di stabilizzare un gruppo di ‘portaborse’ dell’Emiciclo.

Acerbo racconta che “mi era stato proposto mentre facevo la conferenza stampa sul Parco Sirente Velino a pochi minuti dalla scadenza dei tempi per la presentazione degli emendamenti e pensavo contenesse la proposta che ho più volte avanzato in commissione. Il problema del personale dei gruppi esiste, come giustamente scrivete – ammette – ed è particolarmente cinico che gli unici veri tagli alla ‘casta’ riguardino persone che percepiscono circa 1.000 euro al mese”.

“La mia proposta – prosegue – è quella di istituire, come avviene da anni in Parlamento, una sorta di albo dei collaboratori dei gruppi a cui debbano rivolgersi i nuovi eletti per almeno il 50% del personale. Trovo stupefacente il fatto che la gran parte dei consiglieri considerino ‘diritti acquisiti’ i doppi vitalizi mentre nei loro uffici ci sono persone che dopo quindici-venti anni rischiano di rimanere senza lavoro”.