L’AQUILA – “Siamo pronti a ricevere proposte di intervento per realizzare attività culturali, commerciali e sociali nelle aree polivalenti del progetto C.a.s.e.”.
Lo annuncia ad AbruzzoWeb l’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila Pietro Di Stefano, sviscerando una delibera di Giunta firmata il 19 aprile ma pubblicata sul sito del Comune solo qualche giorno fa, dal titolo eloquente “Approvazione avviso pubblico di manifestazione di interesse per attività da insediare nelle aree polivalenti del progetto C.a.s.e.”.
“Questa iniziativa servirà a soddisfare i bisogni di chi si trova negli insediamenti post-sisma – spiega Di Stefano – sia per le persone che ci vivono ora, sia per chi ci abiterà in futuro. Vogliamo che le attività che nasceranno abbiano vita longeva, anche in prospettiva pensando alla popolazioni che ci sarà stabilmente quando sarà passata l’emergenza abitativa”.
A dare sostegno a questo progetto, il 30 luglio di tre ani fa, è stata l’Università degli studi di Napoli Federico II, entrando nel merito della questione e sottoscrivendo un protocollo d’intesa con il Comune in virtù del quale aveva condotto un progetto di ricerca scientifica sul tema “Studio di fattibilità per la redazione dei piani di assetto urbano e territoriale delle aree polivalenti C.a.s.e.” fornendo “una base solida su cui abbiamo strutturato questo avviso pubblico”, spiega l’assessore.
Le imprese che faranno domanda e verranno ritenute idonee riceveranno dall’amministrazione una porzione di area su cui posizionarsi e dove esercitare il diritto di superficie pluriennale, come se fosse un normale comodato d’uso gratuito, “non ci sarà da pagare niente, neanche l’affitto – sottolinea – quello che vogliamo vedere è il risultato sociale”.
Anche subito dopo il sisma, per colmare una forte richiesta sociale, erano state attrezzate attività ludiche e di passatempo, come, per esempio, le attività scolastiche di Bazzano e la palestra di Sant’Elia.
“Quando è stata firmata la delibera, il 19 aprile 2013, non abbiamo ricevuto nessuna proposta – commenta Di Stefano – solo dopo la pubblicazione sul sito del Comune le imprese si sono esposte e hanno inviato una decina di domande”.
Le aree antisismiche non strettamente residenziali sono almeno il 30 per cento e devono servire a soddisfare le necessità degli aquilani “sfollati”, una situazione da risolvere, per esempio, è quella delle aree frazionate, che si trovano lontane dalla città e non sono ben collegate.
“Stiamo sperimentando strade nuove, non vogliamo rischiare l’effetto boomerang programmando già da ora cosa realizzare senza conoscere i reali bisogni. Solo dopo il 19 luglio, termine ultimo per presentare le domande, sceglieremo le domande in base alle richieste dei cittadini”.
“Non possiamo sapere quando inizieranno a esserci i primi risultati del bando è ancora prematuro parlarne”, conclude l’assessore speranzoso in una buona partecipazione.



