L’AQUILA – “Replico quest’unica volta a quanto asserito in maniera nervosa e scomposta dall’assessore Pelini, verso il quale non nutro né astio, né antipatia, né altro sentimento. La Commissione di Garanzia e Controllo non è un Tribunale. Non c’è un imputato che deve difendersi e un presidente inquisitore che attacca. Non ho finora invitato l’assessore in commissione poiché mi sono limitato a riportare dei dati ai commissari presenti. Senza commentarli. In un Paese civile per molto meno ci si dimette”.

‘Rimpalla’ così il capogruppo dell’Udc in Consiglio comunale all’Aquila, Raffaele Daniele, all’assessore comunale all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini il quale ieri mattina, in una conferenza stampa infuocata, aveva risposto in maniera dura alle accuse lanciate da Daniele e dal capogruppo di Futuro e libertà in Comune, Enrico Verini, sul caso degli alloggi C.a.s.e. e M.a.p. vuoti.

“Cilma da caccia alle streghe”, la definizione di Pelini.

“I dati – tuona Daniele, che aveva raccolto informazioni e numeri incrociando quanto disponibile sugli alloggi – sui quali non accetto alcuna contestazione sulla veridicità, non sono né di destra né di sinistra. Sono dati.  Se avessi chiamato l’assessore prima di diffondere i dati dell’Enel Gas, i contatori staccati non sarebbero certo passati da 157 a 9. Gli alloggi in riparazione sarebbero rimasti gli stessi e così i 135 alloggi vuoti. Del resto, questo dato mi è stato fornito proprio dal suo ufficio in seguito a regolare accesso agli atti, insieme ad una serie di altre preziose informazioni- Tralasciando i modi e lo stile con i quali si esprime, ieri l’assessore, in una vera e propria trance agonistica, ha disconosciuto anche i dati forniti dal suo stesso ufficio in data 29 marzo e 16 maggio”.

“Ciò da cui si vuole sviare l’attenzione – prosegue Daniele – è che la città ha bisogno tanto di alloggi quanto di trasparenza. Io, ed insieme con me la città, avrei potuto giustificare l’incongruenza dei dati nel 2010, un anno dopo il terremoto, nel 2011, due anni dopo il terremoto, nel 2012, tre anni dopo il terremoto, ma non ora, a quattro anni dal terremoto. Non possiamo pretendere che le Anime Sante siano già ricostruite, ma almeno possiamo pretendere questo. E la responsabilità non è certo dei 5 dipendenti esasperati dal carico di lavoro, ma di un’organizzazione carente e lacunosa all’apice”.

“Ad ogni modo – afferma ancora il capogruppo comunale dell’Udc – detesto la politica fatta di personalismi. Non voglio che questa diventi una battaglia Pelini contro Daniele. Quando ho raccolto questi dati, non ho avuto neanche per un secondo in mente l’assessore Pelini, ma solo la mia città. Ho deciso di diffondere questi dati, senza pretendere scuse da nessuno, come fossimo alla scuola materna, e senza dire che in un Paese civile per molto meno ci si dimette, ma per sollevare un problema che fingere di non vedere sarebbe sciocco”.

“Comunque – conclude Daniele – la maggioranza ha votato che lunedì l’assessore Pelini venga in commissione a riferire su questo argomento. Vedremo”.

DE MATTEIS: “AUTOGOL DI PELINI, DANIELE VADA A FONDO”

“La reazione scomposta dell’assessore comunale Pelini ai problemi sollevati nei giorni scorsi dal consigliere Enrico Verini e dal presidente della quinta commissione Raffaele Daniele, testimonia quanto il problema sia serio”.

Lo afferma il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, intervenendo nel dibattito sul caos nell’assistenza alla popolazione terremotata.

“Il progetto C.a.s.e. – sottolinea De Matteis – è avvolto da una nuvola di scarsa trasparenza, della quale ormai da tempo si lamentavano tutti. Ascoltare l’assessore Pelini accusare il presidente Daniele di ‘sensazionalismo’ e di ‘caccia alle streghe’, è quanto meno ridicolo. Daniele è infatti il presidente della Commissione vigilanza, quindi esercita il dovere-diritto di vigilare e controllare sulle attività connesse alle competenze del Comune e dei suoi servizi. Basti citare un esempio per far capire come Pelini, piuttosto che innervosirsi (anche se comprendo che, colto sul fatto, sia piuttosto nervoso) dovrebbe dare una motivazione plausibile di come, stante le sue dichiarazioni, sia possibile avere oltre 90 alloggi del Progetto Case non utilizzati, a fronte della famelica richiesta di case in questa città”.

Un esempio “lampante”, secondo De Matteis di come una replica sia un “autogol clamoroso. Invitiamo, quindi, il presidente Daniele ad andare in fondo nel rispetto della volontà di trasparenza richiesta dai cittadini”, ha concluso.