L’AQUILA – “Ancora una volta Morgante finisce col darmi ragione su tutta linea. Mentre Chiodi, come al solito, tace facendo parlare i suoi succedanei”.

Lo scrive l’assessore comunale alle Politiche sociali dell’Aquila, la senatrice Stefania Pezzopane, replicando all’intervista rilasciata ad AbruzzoWeb dal componente della segreteria del presidente della Regione, Antonio Morgante.

Oggetto del contendere i fondi per complessivi 3 milioni per la realizzazione di un centro poliedrico per le donne e una sede del Centro antiviolenza, su cui c’è un ennesimo rimpallo di responsabilità tra enti.

LA NOTA COMPLETA

Le notizie diramate con l’ennesimo effetto boomerang, non fanno altro che confermare quanto vado ripetendo da tempo.

Il milione e mezzo dei fondi “ex Carfagna” individuati fin dal 2009, assegnati alla Regione Abruzzo e poi spartiti in due blocchi da Berlusconi, con apposita ordinanza, per metà  alla consigliera di parità, e per metà alle Caritas, è stato bloccato per anni a causa dei  loro inciuci.

Proprio per questo l’Ing. Mancurti ha scritto una nota alla Regione, al Comune e alla consigliera di parità. La Corte dei Conti ha inoltre osservato il progetto.

Vista l’inerzia della Regione e la sua “impossibilità di assumere il ruolo di soggetto attuatore del progetto” (è bene che Morgante impari a leggere anche i virgolettati), il capo del Diset, l’Ing Mancurti ha proposto di convocare un tavolo di concertazione “per non perdere le somme”. Non so se doveva essere più chiaro.

L’altra metà dei fondi è stata assegnata al Comune dell’Aquila, tramite l’Ufficio speciale per la ricostruzione, solo di recente.

Ora non è più il tempo delle chiacchiere al vento. La Regione, il cui referente politico è il presidente della Regione Gianni Chiodi, unico interlocutore con il quale intendo rapportarmi, metta a disposizione il milione e mezzo, fermo per troppo tempo nelle sue casse e attivi il tavolo suggerito dal Ministero della coesione territoriale.

Le donne aquilane sono esasperate, di fronte a tante menzogne e se la  Regione Abruzzo continuerà con questo atteggiamento ostruzionistico, allora saremo costrette a manifestare in tante sotto la sede aquilana della Giunta regionale, dover ogni tanto si affaccia il presidente Chiodi.