L’AQUILA – Una riflessione politica da parte di chi la politica la conosce a fondo.

Riceviamo e pubblichiamo un lungo pensiero in forma scritta firmato da Giampaolo Arduini, ex vice sindaco dell’Aquila, sul momento di incertezza che vive l’Italia di questo primo post-elezioni, l’Italia che “deve fare i conti con le difficoltà quotidiane” e l’Italia che per lo stesso Arduini non riesce a dare una spallata al vecchio sistema.

“Il giudizio popolare di questi giorni è tranciante – scrive Arduini – nell’indicare come i cardinali democristiani siano stati ancora i più bravi, i più rapidi, i migliori a comprendere e raccogliere le novità. Il Santo Padre è stato eletto dal conclave in due giorni, cogliendo immediatamente il segno di un cambiamento che reclamava tutto il mondo cattolico, contro la Curia ed i tanti scandali che hanno coinvolto la Chiesa”.

LA NOTA COMPLETA FIRMATA DA GIAMPAOLO ARDUINI

Fermiamoci e facciamo una riflessione. Ieri è ufficialmente iniziata la XVII^ legislatura con alcune novità. Innanzitutto sono cambiati molti parlamentari, cosa di non poco conto. Poi l’età media dei deputati e senatori è scesa, altro elemento non trascurabile. Quindi la presa di coscienza, dopo le ultime elezioni, che il cosiddetto bipolarismo è di fatto fallito, con buona pace di tutti quelli che pensavano che questo sistema, fosse la panacea a tutti i mali. Non male.

Finita così malamente la seconda repubblica, senza quelle novità positive sbandierate e senza rimpianti, anzi con tante recriminazioni, forse e senza forse è iniziata la terza Repubblica. L’occasione è storica per un reale mutamento di rotta rispetto agli errori del passato. In questo caso l’esperienza dovrebbe aiutare al superamento di vecchi steccati per la messa in disparte di antiche liturgie politiche,  generando una nuova, autentica svolta.

Ma… Questa rapida riflessione porta, comunque,  a non essere tanto felici di questo inizio. Infatti, non sembra davvero che questa legislatura nasca con il piede giusto, cioè con il segno del cambiamento. A parte quel colpo di spugna con il quale si è cancellata una parte della nomenclatura, tutto sembra ancorato ai vecchi schemi della politica italiana. La conferma dalle due votazioni per l’elezioni dei Presidenti di Camera e Senato andate male (la maggior parte dei deputati e senatori hanno votato scheda bianca), ci hanno riportato malamente con i piedi per terra.

Non ci sono davvero gli alieni in Parlamento. Nessun sogno si realizza facilmente. Ci risiamo. La storia ricomincia. Ogni raggruppamento politico infatti,  è rimasto legato saldamente ai propri convincimenti alle proprie certezze, lasciando da parte ogni promessa e sano proposito espresso durante la campagna elettorale di soluzione dei tanti problemi del Paese.

Iniziando, magari, proprio dal dialogo tra le parti per una governabilità reale di una nazione che non può più attendere.

Così abbiamo assistito ad una serie incredibile di veti incrociati tra le parti, il M5S che non cede alla richiesta del Pd per la nascita di un governo Bersani. Il centrosinistra che non dà alcuna disponibilità alla richiesta del Pdl di governassimo. Sostanziale conferma di immobilità.

Ingovernabilità e possibilità di scelte rapide così come il momento richiederebbe. Solite strategie politiche della contrapposizione a tutti i costi.

Solita irresponsabilità verso soluzioni condivise. Solita irragionevolezza a fare un passo in indietro ciascuno, magari per permettere al Paese di farne qualcuno in avanti. Eppure ieri erano presenti davanti al Parlamento gli esodati e quanti chiedevano scelta rapide e concrete per avviare una nuova stagione di speranza. Erano lì a ricordare a tutti il Paese reale, cioè l’Italia che deve fare i conti con le difficoltà quotidiane.

L’Italia vera, purtroppo, era ancora una volta fuori dal Palazzo a ricordare che non c’è tempo per strategie e giochi di potere, perché questo hanno chiesto gli Italiani con il voto.

Il giudizio popolare di questi giorni è tranciante nell’indicare come i cardinali democristiani siano stati ancora i più bravi, i più rapidi, i migliori a comprendere e raccogliere le novità. Il Santo Padre è stato eletto dal conclave in due giorni, cogliendo immediatamente il segno di un cambiamento che reclamava tutto il mondo cattolico, contro la Curia ed i tanti scandali che hanno coinvolto la Chiesa.

La spallata al vecchio sistema politico che tutti si aspettavano non c’è stata,  l’impasse e  le nubi purtroppo ancora incombono su di noi. Siamo irrimediabilmente ingessati?