L’AQUILA – La Direr Abruzzo, il sindacato dei dirigenti e dei quadri regionali più rappresentati nell’ente regionale, denuncia la presenza “di molti dirigenti senza incarico” e quindi impossibilitati a lavorare e di altri dirigenti in situazione di esubero e messa in disponibilità dagli enti regionali “a seguito della scellerata politica di riorganizzazioni delle direzioni della Giunta regionale”.
Una situazione che si è determinata perché finora si è attuata una politica che ha portato “ad assumere nuovi dirigenti e attribuire incarichi esterni o ad interim in presenza di dirigenti di ruolo senza incarichi”, spiega in una nota il segretario regionale, Silvana De Paolis, nel sottolineare che questa condizione “comporta danni erariali con conseguente responsabilità contabili, oltre che essere lesivo della professionalità e della dignità della classe dirigenziale”.
La Direr diffida “l’amministrazione regionale a provvedere senza indugio e in maniera definitiva all’affidamento delle funzioni a tutti i dirigenti di ruolo attualmente senza incarico, a sospendere nuove assunzioni di personale dirigenziale e di incarichi esterni, a revocare altresì doppi incarichi ad interim, a utilizzare tutte le professionalità presenti nell’ente nel rispetto dei principi della spending review e della dignità e del ruolo di ciascun dirigente e a rendere pubblico e trasparente il sistema per il conferimento di incarichi dirigenziali”.
La sindacalista ribadisce che il diritto all’incarico è sancito dalla legge ed è previsto dopo 60 giorni e cita come ‘emblematico’ il caso di Giovanna Andreola, coinvolta nell’inchiesta denominata Caligola della procura dell’Aquila, al centro delle polemiche in seguito alla nomina come dirigente Struttura supporto stampa non essendo iscritta all’albo dei giornalisti, dopo essere stata tenuta senza incarico “per ben otto mesi e nonostante le sue numerose richieste confortate dalle proteste del sindacato Direr che ha ricordato che la stessa, seppure indagata, non può essere considerata colpevole sino a sentenza passata in giudicato, e che pertanto ha diritto di continuare a lavorare”.
“Per ristabilire la verità precisiamo che con delibera numero 511 del 3/8/2012 a capo della Struttura di Supporto Stampa, nelle more della ridefinizione della struttura organizzativa, è stata prevista la figura di ‘dirigente senza specifica professionalità e tale previsione non pare in contrasto nè con la legge Regionale n.22 del 14/3/75, peraltro superata dalla Legge Regionale 77/99, nè con la Legge 150/2000, peraltro mai recepita dalla Regione, anche in considerazione del fatto che attualmente nella Struttura di Supporto Stampa lavorano sette giornalisti tutti professionisti di cui ben tre capo-ufficio. D’altra parte l’incarico fino a ora è stato affidato ad interim a un direttore che comunque non aveva titoli giornalistici”.






