L’AQUILA – Il consigliere comunale dell’Aquila Antonio Nardantonio resterà nel gruppo dei Socialisti riformisti senza passare ad Alleanza per l’Italia come annunciato ad AbruzzoWeb dal leader regionale Roberto Riga.
Lo afferma in una nota l’altro consigliere socialista Gianni Padovani, che parla di dichiarazioni “infondate e deplorevoli” del suo compagno di maggioranza, Riga è vice sindaco del capoluogo.
Anzi Padovani invita Riga a guardare in casa propria visto che, dice, applicando la decadenza per chi si candida con altre liste come richiesto per i consiglieri regionali Api, dovrebbe decadere dal partito anche Ermanno Giorgi.
LA NOTA COMPLETA
Recentemente ho avuto la spiacevole sorpresa di leggere nella cronaca politica di testate giornalistiche locali alcune dichiarazioni facenti capo al vice-sindaco e assessore dell’Aquila Roberto Riga, assai bisognose di chiarimenti e precisazioni data la loro natura erronea e (volutamente?) fuorviante.
In qualità di capogruppo della lista Socialisti riformisti (aderente al Partito socialista italiano – Psi) presso il Consiglio comunale della città dell’Aquila ho il dovere politico di pronunciarmi in merito a infondate e deplorevoli affermazioni circa un eventuale “cambio di casacca” del consigliere Antonio Nardantonio, elemento che, mi giovo di rammentare a Riga, è a oggi ancora parte attiva del gruppo consiliare che sono fiero e onorato di rappresentare in seno al Consiglio della città capoluogo.
Vorrei permettermi, con l’umiltà e il rispetto che mi caratterizzano, di suggerire al vice sindaco di non depauperare vanamente preziose energie nella sterile attività del “calciomercato” di consiglieri all’interno della sua maggioranza (magari in vista delle imminenti elezioni regionali?), e concentrarsi piuttosto ad affrontare le serie difficoltà del proprio gruppo, costituito tra gli altri da un consigliere comunale che alle ultime elezioni politiche ha scelto di candidarsi con un Partito diverso (Centro Democratico) (riferimento a Ermanno Giorgi, ndr) e che quindi, a norma di quanto previsto dal testo statutario di Alleanza per l’Italia (Api), logica vorrebbe si applicasse la sanzione dell’“immediata decadenza”.
Qualora venisse a profilarsi una simile ipotesi piuttosto che di sfidare il Pd, il vice-Sindaco dovrebbe preoccuparsi di affrontare il nostro “piccolo” partito dal momento che il suo gruppo scenderebbe da 3 a 2 elementi!






