TERAMO – Sette ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di altrettanti giovani teramani, sono state eseguite nella nottata dagli agenti della Digos della questura di Teramo. A firmare i provvedimenti è stato il gip di Teramo su richiesta del pubblico ministero Davide Rosati.

Secondo quanto si è appreso i sette sarebbero ritenuti i protagonisti di una violenta rissa scoppiata lo scorso 12 settembre in pieno centro storico, nel cuore della notte. In quella occasione opposte fazioni di giovani, divisi dalle appartenenze politiche e da tempo protagonisti di ripetuti scontri, si erano affrontati a colpi di bastone con un bilancio di due feriti, fortunatamente non in maniera grave.

Sulla base delle identificazioni seguite alle indagini della questura, la procura ha chiesto e ottenuto i provvedimenti. Altri dettagli potrebbero essere forniti nel corso della mattinata dagli inquirenti.

LEGALE DEI RAGAZZI DI SINISTRA: ”AGGREDITI DA EX CASAPOUND”

TERAMO – In seguito alla rissa del 12 settembre scorso a Teramo, ai domiciliari sono finiti 4 ragazzi di sinistra e 3 di destra, riconducibili, secondo l’avvocato di uno dei giovani antifascisti Filippo Torretta, “ad un gruppo fuoriuscito da Casapound Teramo”.

L’ordinanza è stata firmata dal Gip Guendalina Buccella.

“Un provvedimento ingiusto, perché il gruppo dei ragazzi di sinistra è stato aggredito proditoriamente, tanto che due di loro sono stati feriti alla testa – spiega il legale, che è anche esponente di Rifondazione Comunista”

“È evidente che alle forze dell’ordine la situazione è sfuggita di mano: avrebbero dovuto intervenire dopo gli accoltellamenti dello scorso Natale a Teramo ai danni degli antifascisti, gli arresti sarebbero dovuti scattare allora. Invece c’é stata una inerzia durata un anno, sfociata ora con questi domiciliari forse nel tentativo di calmare le acque” – chiude Torretta.