L’AQUILA – Contro il progetto di piattaforma petrolifera di Ombrina Mare scende in campo anche un organo tecnico della Regione Abruzzo, il direttore Parchi ed energia Antonio Sorgi.
AbruzzoWeb ha appreso infatti in esclusiva di una lettera indirizzata ieri, lunedì 4 marzo, dal funzionario al ministero dell’Ambiente, in particolare al direttore generale per le Valutazioni ambientali, Mariano Grillo, spedita per conoscenza anche al presidente della Regione, Gianni Chiodi.
Intanto il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna il presidente Chiodi a porre in essere tutte le iniziative, “intervenendo presso i ministeri competenti e ricorrendo in via giudiziaria”, per bloccare l’insediamento dell’impianto di estrazione petrolifera “Ombrina Mare 2” al largo del litorale di San Vito Chietino (Chieti).
Nel testo, l’amministrazione ribadisce la propria contrarietà al progetto, sottolineando che era già stata espressa in tempi non sospetti, bacchetta il ministero dell’Ambiente ma anche quello dello Sviluppo economico, velatamente accusati di ‘non parlarsi’, critica l’ipotesi della piattaforma e conclude con un principio cardine, lungo le coste abruzzesi non si trivella.
In primis, Sorgi ribadisce in via ufficiale che “solo da notizie di stampa” è venuto a conoscenza della nota protocollata numero 16621 dell’11 luglio 2012, quella diffusa dal Wwf per accusare Chiodi. Una nota “mai pervenuta a questa direzione”, assicura, in cui si chiedeva il parere dell’ente sull’autorizzazione al progetto.
Si ricorda poi che la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via-Vas “aveva espresso in data 7.10.2010 il parere negativo n.541, comunicato alla Medoilgas Spa con nota protocollata numero 26875 dell’8.11.2010”.
Il funzionario poi si dichiara sorpreso, e qui si legge la critica al ministero, dal fatto che, nonostante le immediate controdeduzioni dell’azienda e la ripresa dei termini per la conclusione del procedimento, “codesto ministero non abbia adottato il provvedimento finale ma abbia atteso quasi due anni per ‘riavviare’ la procedura”.
Inoltre Sorgi definisce “altrettanto singolare” il fatto che “le informazioni relative a tale ‘appendice’ procedimentale non siano attingibili dal sito informatico del ministero dello Sviluppo economico”.
Nelle pagine web del Mise, sottolinea ancora il direttore Parchi della Regione, tra le istanze di concessione di coltivazione in mare quella di Ombrina “risulta, a oggi, ancora ‘in corso di rigetto’ e ferma alla data del 30.11.2010”, con “gravi conseguenze di esatta comunicazione delle informazioni ai soggetti coinvolti”.
Altre “perplessità” di Sorgi sul provvedimento finale di compatibilità ambientale adottato dal ministero riguardano anche “profili tecnici e sostanziali”, in particolare nella valutazione d’impatto ambientale.
Nella quale, scrive, è stata “del tutto pretermessa (tralasciata, ndr) la considerazione del notevole lasso di tempo trascorso dalla redazione dello Studio di impatto ambientale”, le cui indagini “sono state svolte a maggio del 2007” e dopo sei anni, evidentemente, “sarebbe stato necessario o quantomeno opportuno un aggiornamento o una rivalutazione”.
Sorgi chiude ricordando la “contrarietà all’iniziativa proposta da Medoilgas Spa e in generale a tutte le attività di prospezione” da parte dell’amministrazione regionale “per voce del proprio presidente, in qualità di legale rappresentante”.
Inoltre cita la risoluzione approvata dal Consiglio regionale il 27 luglio 2010 e i suoi “princìpi irrinunciabili”: “La prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi liquidi è vietata nelle acque del mare Adriatico”, e in Abruzzo in particolar modo.
CHIODI: “IL DECRETO E’ UNA BOZZA, NOI SIAMO CONTRARI”
“Il decreto sub procedimentale sulle compatibilità ambientali e paesaggistiche relative al progetto della Medoilgas Spa è ancora in fase di bozza e non è stato firmato dai ministri competenti”.
Lo ha annunciato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, nel corso del Consiglio regionale che ha votato una risoluzione urgente contro l’intervento di lavorazione degli idrocarburi a largo del litorale all’altezza di San Vito Chietino.
Nel corso del Consiglio il presidente Chiodi ha illustrato il percorso che vuole fare la Regione per scongiurare l’intervento, ricordando che “già il 7 ottobre 2010 la Commissione Via-Vas aveva espresso parere negativo all’autorizzazione richiesta dalla Medoilgas Spa. Anche su questo intervento, quindi, la Regione fin dall’inizio ha palesato dal punto di vista amministrativo il suo diniego”.
L’avvio di una nuova procedura impone, però, di ripetere il percorso di diniego. Chiodi ha confermato che “giovedì mattina ci sarà l’incontro con il ministero dello Sviluppo economico e dell’Ambiente nel corso del quale la Regione insisterà su tre punti: richiesta di chiarimento formale sull’invio alla Regione della lettera del ministero dell’Ambiente del 7 luglio 2012 che, ribadisco, gli uffici regionale non hanno mai ricevuto; chiarire come è possibile che una procedura chiusa nel 2010 venga riaperta due anni dopo partendo dal punto in cui si era lasciata, a cui si aggiunge la circostanza che la Medoilgas Spa sembra abbia presentato nuova documentazione che la Regione non conosce perché non l’ha mai ricevuta. Se ricorrono queste condizioni è necessario un rinnovo della procedura; ribadire il parere negativo della Regione Abruzzo, rafforzato da una risoluzione del Consiglio regionale votata il 27 luglio 2010 contro ogni attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque dell’Adriatico”.
Il presidente ha poi confermato di aver richiesto alla Conferenza delle Regioni di inserire all’ordine del giorno della prossima riunione “la richiesta a Governo e Parlamento di abrogare l’art. 35 del decreto legge 83/12 in modo da tornare al decreto legislativo 128/10 voluto dall’allora ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo“.
CHIAVAROLI: “SPAZZATE VIA INTERPRETAZIONI MALEVOLE”
“Un voto che ha spazzato via qualsiasi malevola, quanto strumentale, interpretazione”.
Così Riccardo Chiavaroli, portavoce del Gruppo consiliare del Pdl, commenta l’approvazione all’unanimità della risoluzione sulla trivellazione in mare “Ombrina 2” sul testo base proposto dal partito.
“Il governo Chiodi ribadisce la propria vocazione con fatti concreti a difesa dell’ecosistema d’Abruzzo – spiega Chiavaroli – caratterizzandosi come coalizione responsabile, che è qualità ben diversa dall’ambientalismo da salotto”.
“Dal 2008 – sottolinea ancora il portavoce pidiellino – con noi non c’è stata alcuna concessione per interventi invasivi che potessero compromettere l’ambiente, anzi siamo arrivati a scongiurare persino insediamenti approvati da altri in passato”.
D’ALESSANDRO (PD), “DOV’E’ IL CORTOCIRCUITO?”
“Dove si è verificato il cortocircuito che ha portato alla scomparsa dei documenti riguardanti l’iter autorizzativo di Ombrina Mare?”, si chiede in una nota il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro, commentando la risoluzione bipartisan Pd-Pdl approvata dal Consiglio.
“Rimangono alcuni aspetti da chiarire – continua D’Alessandro, che ha già presentato formale richiesta di accesso agli atti del procedimento – Prendo atto delle dichiarazioni del presidente Chiodi il quale asserisce che i documenti non sono arrivati”.
“Mi chiedo: ma quella lettera è l’unica lettera spedita alla Regione? Cosa è accaduto nelle stanze dell’Assessorato o del Ministero?”, conclude.
CARAMANICO (SEL), “ECCO LE POSSIBILI SOLUZIONI”
“La discussione in Consiglio regionale sulla questione Ombrina mare e la risoluzione votata da maggioranza e opposizione non eliminano il problema della petrolizzazione del nostro territorio. Va innanzitutto chiarita la questione della mancato ricevimento da parte della Regione della comunicazione del Ministero, visto che, se così sono andate le cose, la questione potrebbe essere oggetto di ricorso”.
Lo afferma il consigliere regionale di Sel, Franco Caramanico, che interviene sulla vicenda di Ombrina Mare 2.
“Resta il fatto che il Ministero ha assunto un atteggiamento grave e poco chiaro dal momento che, dopo l’iniziale parere negativo, ha sospeso l’iter della pratica, lasciandola per due anni nel cassetto, senza portarla a conclusione”, aggiunge Caramanico.
“L’unica vera e concreta possibilità può essere cercata nella istituzione del Parco nazionale della costa teatina, ricomprendendo al suo interno le aree costiere marine, in modo da scongiurare una volta per tutte la possibilita’ di estrazioni lungo la costa”.
ACERBO (PRC): “CHIODI E SORGI NON LEGGONO LA POSTA”
“La risposta del presidente Chiodi alla mia interrogazione sul mancato parere della Regione Abruzzo nel procedimento relativo a Ombrina Mare è stata davvero sorprendente e ha confermato la sensazione peraltro assai diffusa sull’assoluta disattenzione del suo governo regionale sulla questione della “petrolizzazione”.
Lo afferma il capogruppo in Consiglio regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo.
“Senza rendersene conto Chiodi ha involontariamente ammesso che quando le lettere le ricevono comunque non le leggono!”, accusa.
“Infatti nella lettera del 22 novembre 2012 si faceva espressamente menzione della precedente comunicazione dell’11 luglio 2012 e del riavvio del procedimento concessorio sulla base dello sciagurato provvedimento pro-petrolieri votato in parlamento da Pdl e Pd – ricorda – Nella stessa lettera si invitavano le amministrazioni in indirizzo a inviare osservazioni e pareri, inoltre in allegato c’era anche la lettera ‘scomparsa’”.






