L’AQUILA – Si alza il livello dello scontro tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il consigliere comunale Vincenzo Vittorini, entrato in Consiglio come candidato sindaco sconfitto alle scorse Amministrative per la lista L’Aquila che vogliamo.

Ieri il chirurgo ha commentato con parole accese il rientro in servizio presso l’ospedale del capoluogo del primo cittadino, medico pneumologo.

“Due legislature da deputato con stipendio di 12 mila (per 7 anni circa fanno la bellezza di un milione di euro netti) non bastano ad assicurarsi una pensione accettabile per un politico di cotanto rango”, l’acre commento di Vittorini, che ha definito Cialente “un mezzo sindaco”.

Oggi la replica altrettanto infuocata di Max, che parla di “considerazioni sguaiate” e “attacco isterico”.

Ma soprattutto, accusa: “Credo che il dott. Vittorini, certamente per fatto reattivo, non sia molto presente a se stesso, non stia bene”.

Il riferimento è alle vicende personali terribili del suo contendente politico, il quale la notte del 6 aprile 2009 ha perso la moglie e una figlia nel crollo della palazzina in via Sturzo 33.

Un piano, quello personale, che si sta pericolosamente mischiando con quello politico, come d’altronde vale per Cialente.

“Considerando anche la delicatezza della sua professione, ritengo che le persone a lui più vicine dovrebbero porsi il problema di aiutarlo e farlo aiutare a superare questa fase così difficile”, conclude il sindaco. (alb.or.)

LA NOTA COMPLETA

Il dott. Vincenzo Vittorini, consigliere comunale, mi rivolge un pesantissimo e sguaiato attacco non politico ma sulla mia vita privata, con considerazioni nauseanti, da parvenu della politica.

D’altronde, fino a pochi mesi fa badava solo ai fatti suoi e oggi non può capire che si può vivere la politica come servizio non avendo, per esempio, le categorie neanche per capire che in sette anni da deputato, più della metà dei miei compensi, per più di 420 mila euro, sono stati da me versati, in modo convinto e con orgoglio, al mio partito, i Democratici di sinistra, che con il contributo di tutti i suoi deputati ha potuto fare politica tra gente, su tutto il territorio nazionale.

Dal 1990, data della mia prima elezione a consigliere comunale, tutte le mie denunce dei redditi e per molti anni anche quelle di mia moglie, sono state sempre pubblicate.

La città conosce da sempre la mia vita privata, chiara come un libro aperto, sino alle ultime denunce dei redditi che mi vedono ormai in fondo alle classifiche, cosa che non mi sconvolge più di tanto, avendo fatto io una scelta di vita che non considera i miei interessi personali.

Nel ribadire che il mio impegno è sotto gli occhi di tutti e dura da decenni, ritengo però a questo punto di dover fare una considerazione, su questo ennesimo isterico attacco del consigliere Vittorini.

Anche da medico credo che il dott. Vittorini, certamente per fatto reattivo, non sia molto presente a se stesso, non stia bene.

Tutti noi lo stiamo aiutando con rispetto per le sue vicende personali, sopportando, per esempio, i suoi scomposti atteggiamenti in commissione e in Consiglio comunale, degni più di ridicole riunioni condominiali che di un’assise civica.

Pur nella comprensione del suo stato, mi sembra che in certi momenti cominci ad approfittare della nostra pazienza.

Considerando anche la delicatezza della sua professione, ritengo che le persone a lui più vicine dovrebbero porsi il problema di aiutarlo e farlo aiutare a superare questa fase così difficile.

Dico questo perché ritengo i suoi comportamenti assolutamente fuori luogo rispetto a quello che dovrebbe essere il suo livello culturale e la sua educazione.