CHIETI – “Non ammainiamo la bandiera scudocrociata e difendiamola con energia: non liquidiamo la storia dei democratici cristiani per Mario Monti“.
Continua la battaglia “identitaria” del capogruppo al Consiglio regionale dell’Unione di centro, Antonio Menna, dopo il disastroso risultato elettorale uscito lunedì dalle urne, attribuito a “scelte sbagliate e candidati imposti dall’alto”, con chiaro riferimento a quello che ormai è il nemico pubblico numero uno per l’esponente della Vela: il vice presidente dell’Emiciclo Giorgio De Matteis.
Dopo la candidatura di Gdm tra le teste di serie di lista, infatti, Menna si è rivoltato contro i vertici del partito. Con lui una fetta consistente dell’Udc, a partire dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, e il consigliere di amministrazione della Rai Rodolfo De Laurentiis.
Quest’ultimo, insieme a Menna, ha sferrato un attacco incrociato su De Matteis, con uno scambio velenoso di accuse e addebiti di responsabilità sull’esito elettorale.
Menna annuncia la convocazione di un’assemblea con il vice segretario nazionale dell’Udc, Mario Tassone, per chiedere un congresso nazionale e ribadire un no deciso allo scioglimento del partito.
I risultati delle politiche, per Menna rappresentano “un vero e proprio flop con scelte sbagliate, candidati imposti dall’alto e senza aver coinvolto dirigenti e il partito a livello regionale”.
“Un’intera classe dirigente abruzzese umiliata con l’indicazione di candidature alle politiche che non aveva nessuna logica a dispetto di chi nelle passate elezioni regionali ha mantenuto alto il consenso dell’Udc salvando il partito dalla scomparsa”.
“Casini, Cesa e Buttiglione hanno sottoscritto la costituzione di gruppi unici alla Camera e al Senato facendo così scomparire un partito erede di una storia e della grande tradizione politica democratica cristiana”.
“Per tutte queste ragioni ci confronteremo sabato 2 marzo alle 17, a Casalbordino (Chieti) presso l’Hotel Aragosta
con la presenza dell’onorevole Mario Tassone, vice segretario nazionale dell’Udc, per dire a gran voce sì al congresso nazionale e no allo scioglimento del partito”.
“Non ammainiamo la bandiera scudocrociata e difendiamola con energia: non liquidiamo la storia dei democratici cristiani per Mario Monti”.






