CHIETI – “Posto da senatore in bilico per il neoeletto del Popolo della libertà Antonio Razzi o, nel caso in cui Silvio Berlusconi non opti per l’Abruzzo com’è quasi certo, per Federica Chiavaroli“.

L’ultimo seggio da senatore assegnato al Pdl potrebbe, infatti, andare a finire a Fratelli d’Italia e, in questo caso, al capolista al Senato, Antonio Tavani, attuale vice presidente della Provincia di Chieti, come spiega lui stesso.

A confermare l’indiscrezione è un’agenzia di stampa nazionale che fa sapere che la nuova formazione politica di Giorgia Meloni e Guido Crosetto ha preparato un ricorso alla Corte d’appello in cinque regioni, tra cui l’Abruzzo.

Per Fdi, infatti, i risultati elettorali potrebbero non essere conformi a quanto sancito dalla legge in materia e dalla Costituzione. Oltre all’Abruzzo è il caso di Puglia, Campania, Lombardia e Lazio. 

La vicenda riguarda le sole elezioni al Senato, dove il premio di maggioranza scatta su base regionale (e non nazionale come per la Camera dei deputati). Secondo una particolare interpretazione della legge elettorale che Fdi starebbe valutando in queste ore con attenzione, la legge prevede che se una coalizione non raggiunge il 55 per cento dei seggi assegnati alla regione, non vale la soglia di sbarramento del 3 per cento, che il partito di Meloni e Crosetto non è riuscito a superare per pochi voti, fermandosi al 2,8 per cento.

Non avendo superato la soglia del 3 per cento, si è ritenuto che il partito non potesse ambire a ottenere un seggio al Senato. Ma, secondo l’altra interpretazione della legge elettorale, il premio di maggioranza non va applicato tenendo conto della soglia di sbarramento, per il fatto che la coalizione di centrodestra non ha raggiunto il 55 per cento dei seggi assegnati alla regione.

Secondo questa interpretazione, dunque, per assegnare l’ultimo seggio bisognerebbe invece tener conto del calcolo dei resti. Meccanismo complicato che, però, in Abruzzo avvantaggerebbe Tavani sull’ultimo dei quattro nuovi senatori del Pdl, e dunque Razzi o, nel caso che Berlusconi non scelga l’Abruzzo, Chiavaroli.

Il tema fu già sollevato dai Radicali nelle precedenti elezioni, ma solo dopo la proclamazione. In questo caso Fratelli d’Italia potrebbe decidere di giocare d’anticipo, chiedendo alle Corti d’appello delle cinque regioni di bloccare la proclamazione degli eletti e fare le necessarie verifiche.