L’AQUILA – Giungono ancora “no” all’ipotesi di una galleria sotto piazza Duomo, all’Aquila, con parcheggi e negozi, proposta da un investitore privato al Comune e accolta positivamente dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, ma con contrarietà da associazione e forze politiche, alcune delle quali espressione della maggioranza di centrosinistra.

Ieri era stata la volta del capogruppo di Sinistra ecologia e libertà, Giustino Masciocco, autore di una polemica a distanza con Cialente, oggi ne parlano di nuovo Rifondazione comunista e la sezione dell’Aquila di Italia nostra, che ha scritto una lettera al ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, a quello della Coesione territoriale Fabrizio Barca, al Segretario generale Mibac, Antonia Pasqua Recchia, al direttore abruzzese per i Beni culturali, Fabrizio Magani, e al soprintendente Bap-Abruzzo, Alessandra Vittorini, in cui si parla di “progetto scellarato”.

IL NO DI RIFONDAZIONE

“Torniamo sull’ipotesi project financing per una galleria commerciale con parcheggi sotto piazza Duomo ponendo le nostre perplessità sia sulla natura dell’opera, che si inserirebbe in un contesto desertificato dal terremoto e che non vede ancora nessuno slancio nella ricostruzione, sia sulle modalità di attuazione del progetto che, ricordiamo, non rientra nel programma di mandato dell’amministrazione”.

Lo affermano in una nota il segretario comunale dell’Aquila di Rifondazione, Goffredo Juchich, e il capogruppo in Consiglio, Enrico Perilli.

“Ribadiamo che è indispensabile che il Comune dell’Aquila individui nella ricostruzione dei centri storici dell’Aquila e delle frazioni la priorità sulla quale investire tempo, risorse ed energie – aggiungono – e che una grande opera del genere non si inquadra nell’ambito delle priorità di un territorio dove gran parte del patrimonio residenziale è ancora completamente distrutto con oltre 25 mila cittadini che non risiedono nelle loro abitazioni”.

“Rifondazione comunista sosterrà la propria contrarietà e le ragioni delle giuste priorità sia nei normali canali istituzionali di Giunta e Consiglio comunale ma anche in tutti i percorsi partecipativi di cui si farà promotrice o che altri vorranno mettere in campo”, sottolineano ancora Juchich e Perilli.

“Non crediamo, infine, che sventrando piazza Duomo per chissà quanti anni si renda un servizio alla collettività e che solo avviando con decisione la ricostruzione, restituendo alla città il suo centro storico che era anche centro commerciale diffuso, il sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale potranno lasciare un segno nella storia di questo territorio”, concludono.

E QUELLO DI ITALIA NOSTRA

La Sezione Italia nostra L’Aquila è decisamente contraria all’ipotesi di realizzare, al di sotto della storica Piazza del Mercato, un parcheggio per 525 posti auto dei quali 350 per i residenti (da vendere, pare, a 40 mila euro l’uno più iva!) e 175 a servizio di un’annessa “galleria commerciale”, sempre sotterranea, di circa 4.200 metri quadri.

Lo “scellerato” progetto prevede anche un accesso, sempre sotterraneo, da via XX Settembre, attraverso Via delle Bone Novelle e via dell’Arcivescovado.

Le motivazioni alla base di questa decisa e convinta contrarietà sono non solo di ordine generale e tecnico ma anche e soprattutto culturali:

1) la proposta nasce già vecchia non tanto perché risale a metà degli anni Ottanta, quando già allora fu bocciata grazie alla contrarietà della cittadinanza e della stessa Sezione di Italia Nostra, ma è vecchia anche rispetto a un quadro generale ormai completamente mutato sia a livello locale, che nazionale e internazionale; il futuro non sono certo i parcheggi, specie per un centro storico martoriato dal sisma del 2009 il cui “restauro-ricostruzione” dovrebbe essere assolutamente prioritario rispetto a qualsiasi altra iniziativa;

2) la Piazza, luogo centrale e identitario dove si tiene (teneva) il mercato da oltre sette secoli, verrebbe snaturata così come lo sarebbero, ancora di più di quanto non lo fossero già prima del sisma, le caratteristiche storiche, architettoniche, sociali e culturali della città; oggi il futuro è nella singolarità dei luoghi non nella omologazione ai prototipi “commerciali” presenti ormai ovunque;

3) si scaverebbe senza sapere cosa c’è sotto e quali danni (causa vibrazioni) possa portare lo scavo a tutti gli edifici contermini, tutti puntellati da oltre 3 anni, che già faticano a tenersi in piedi; autorevoli studiosi locali non escludono significative presenze archeologiche e stupisce la rapidità con la quale qualche studioso non locale si sia affrettato ad escluderle;

4) al più inesperto di urbanistica e di traffico è ben noto che i grandi parcheggi sono “generatori di traffico” e non sono necessariamente funzionali alla tanto auspicata pedonalizzazione del centro storico: caso emblematico quello di Ancona, dove un grande parcheggio in una delle piazze centrali della città non ha portato alla chiusura del centro né alcun beneficio al traffico;

5) il Parcheggio di Collemaggio, alla cui realizzazione si oppose invano sempre Italia Nostra, è, ed era anche prima del sisma, ampiamente sottoutilizzato: perché non realizzare un gruppo di ascensori che portino a Viale Rendina ovvero direttamente al centro, con un costo decisamente basso?

6) nel Piano strategico della mobilità del Comune presentato lo scorso anno non era assolutamente prevista una ipotesi del genere; il fatto che ora sia spuntato un privato che mette “i soldi” e che quindi non ci saranno costi economici per il Comune, ci sembra assolutamente secondario: di certo il privato ne trarrà i suoi ampi benefici, sottraendo comunque al pubblico il suolo gratuitamente;

7) sarà già un problema riportare gli esercizi commerciali in centro e si vorrebbe poi concentrarli sottoterra? Il parcheggio otterrebbe sicuramente un effetto contrario; il vero “salotto commerciale” è il centro storico stesso della città;

8) è da sottolineare la mancanza di una pianificazione generale, specie dopo un evento come quello del 2009, e la necessità di verificare la compatibilità di tutti i piani esistenti, compreso il Piano di ricostruzione, o in fase di redazione a cura del Comune che, al momento, certamente non “dialogano” tra di loro;

9) uno degli obiettivi dovrebbe essere quello di pedonalizzare il centro storico, sul quale sembra che tutti, a parole, siano d’accordo, ma da realizzare con servizi di trasporto pubblico urbano efficienti e non inquinanti: questo, forse, vorrebbe dire andare verso una smart city.