PESCASSEROLI – Si è svolta ieri sera a Pescasseroli (L’Aquila) per i delegati di Europarc 2010 la rappresentazione del “Gl’ Cierv”, antichissima rievocazione in maschera del Molise, portata in scena dalla famosa compagnia di Castelnuovo al Volturno (Isernia).
Il preambolo, tradotto in due lingue, ha potuto far comprendere ai rappresentanti stranieri dei parchi i valori che la stessa trasmette, un rito pregno di componenti mistico – religiose, dove “l’uomo cervo” rappresenta il male e con violenza distrugge la scenografia allestita in piazza, fino all’arrivo della cerva, che con movenze più aggraziate inizia il corteggiamento.
Ma l’indole violenta riesplode e tutt’e due ricominciano nel loro intento di distruzione. Solo l’intervento di “Martino”, un mago vestito di bianco sceso dalle montagne, riesce a placare le bestie, ma per poco, fino all’arrivo del “Cacciatore” che colpisce le due maschere di cervo e le uccide.
Al termine lo stesso cacciatore si avvicinerà alla testa degli animali che giacciono a terra e soffiando nelle loro orecchie gli restituirà la vita. Il messaggio è quello dell’avvicendamento delle stagioni, con l’inverno, il male, rappresentato dai cervi dalla folta pelliccia nera e il rinnovamento delle stagioni, il bene, dal mago vestito di bianco e dal cacciatore.
Le streghe “Janare”, figure di donna che danzano al ritmo tribale dei tamburi alla luce del fuoco, figura ricorrente nella pantomima, ci insegnano che la “magia della vita” (la felicità) esiste in ogni angolo ed è sempre presente, basta lasciarsi andare per ritrovarla.
Al termine dello spettacolo gli oltre 2000 spettatori hanno potuto danzare con i protagonisti e, qualcuno dei delegati di Europarc, sembra intenzionato a far valicare i confini italiani alla rappresentazione, portandola all’estero.





