PESCARA – “Non falsificherò il mio passaporto, non sono abruzzese, ma non mi sento un paracadutato, perché in Abruzzo ci sono stato per molto tempo, da quando ero ricercatore universitario all’Aquila per otto anni. Ho imparato ad amare questa terra, mi sento a casa e vi ringrazio perché mi ci fate sentire”.
Apre con queste parole il vice presidente dei senatori del Popolo della libertà Gaetano Quagliariello, candidato al Senato nella lista abruzzese appena dopo Silvio Berlusconi, l’inaugurazione del suo comitato elettorale in piazza Salotto, nel cuore di Pescara.
Insieme a lui ci sono i vertici del Pdl, dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, al vice presidente Alfredo Castiglione, al coordinatore regionale, Filippo Piccone, al presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa.
A presentarlo sono stati Federica Chiavaroli, quinta nella lista pidiellina al Senato, e il governatore, che per prima cosa ricorda come nel 2008 il senatore fu mandato in Abruzzo a prendere in mano le sorti del Pdl nel momento in cui si doveva lanciare la corsa per la Regione. E fu una operazione che poi portò all’elezione dello stesso Chiodi alla presidenza.
E sul fatto che Quagliariello non è stato mai troppo lontano dall’Abruzzo e, in particolare, da Pescara ha insistito anche Federica Chiavaroli, che ha voluto ricordare come il senatore fosse sugli spalti dell’Adriatico quando il Pescara vinse la partita che gli ha aperto le porte della serie A o come, da ultimo, avesse ricevuto in prima persona la delegazione della marineria pescarese cercando e trovando, insieme a Paolo Tancredi, i fondi che chiedeva.
Ma la non “abruzzesità” di Quagliariello non è stato l’unico tema caldo affrontato nella serata. Perché al tavolo di presentazione della nuova sede, oltre Quagliariello, Chiodi e Chiavaroli, c’era anche Antonio Razzi, l’unico che non ha preso la parola.
Quagliariello ha, però, speso delle parole importanti nei suoi confronti, pur non nominandolo mai direttamente: “Sono orgoglioso della squadra presente con me nelle liste elettorali – ha detto – So di toccare un tasto dolente, certamente queste liste sono il frutto di una cattiva legge elettorale, ma non facciamo il gioco dei nostri avversari. Quando c’è stato chi ha provato a far cadere il governo per giochi di palazzo, c’è stato chi ha detto di no. C’è dunque un debito politico da onorare nei confronti di queste persone, anche questo è moralità della politica”.
Il senatore ha accennato anche alle divisioni interne al partito, ricordando una frase che pronunciò quando arrivò in Abruzzo nel 2008, in un periodo che non brillava per compattezza del Pdl: “Vi dico oggi quello che dissi allora – ha detto – le ambizioni personali sono legittime, soprattutto quando sono portate avanti da persone valide, ma quando ce ne sono tante, l’unico modo per tenerle insieme è quello di vincere. Questa ricetta nel 2008 ha funzionato, facciamo in modo che funzioni ancora”.
“Questa campagna elettorale è iniziata con grande difficoltà – ha continuato – ma grazie all’energia del presidente Berlusconi mi sembra chiaro che le cose stanno cambiando. I sondaggi dicono che il divario tra noi e loro da 17 punti è passato a 5. Abbiamo la concreta possibilità di sbarrare la strada a Vendola e Bersani. E poi ci sono quegli otto, dieci mesi che ci servono per portare Chiodi a rivincere in Regione, una cosa che certamente merita”.
L’ex Idv Razzi, l’unico a rimanere in silenzio nel corso della presentazione, dal canto suo si dice comunque soddisfatto del suo quarto posto nella lista al Senato, dopo Berlusconi, Quagliariello e Paola Pelino.
Dice di non voler commentare le polemiche sulla sua candidatura ma una battuta gli scappa: “Se tutti quelli che si sono presentati dovessero fornire il certificato di nascita e penale, allora mi sa che rimaniamo davvero in pochi”.
Risponde anche alla polemica per cui non saprebbe parlare bene l’italiano, dicendo che oltre l’italiano parla l’abruzzese, il tedesco, lo spagnolo e si “arrangia” anche nell’inglese, nel francese e nel portoghese.
L’ex dipietrista, originario di Giuliano Teatino, piccolo centro in provincia di Chieti famoso per le ciliege, ora abita a Pescara, in via Carducci, a pochi passi dal comitato elettorale di Quagliariello.
Qualcuno gli suggerisce ironicamente di dire che è lui il candidato pescarese che tanto manca, ma questa volta si astiene dalla battuta. Quagliariello gli ha dimostrato grande sostegno con il discorso sulla moralità della politica che significa anche onorare i debiti “politici”, ma nella foto di gruppo con Quagliariello e i candidati pescaresi alla Camera e al Senato, fatta davanti al comitato subito prima di iniziare l’inaugurazione, lui non c’è e non viene neanche cercato.





