L’AQUILA “Sono sdegnato e profondamente amareggiato per l’enfasi con cui giornali e locandine hanno riportato una notizia falsa, offensiva al punto da minare la dignità di chi sta lavorando tra mille difficoltà in una situazione già di per sé drammatica”.
Comincia così ill presidente della Regione Abruzzo, e Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, commentando le voci di ieri sera e stamane su presunti coinvolgimenti nell’inchiesta G8 e appalti all’Aquila.
“E’ inaccettabile – dice il Presidente – anche la strumentalizzazione che si sta facendo sull’attività degli organi inquirenti che hanno il compito, giustamente, di sentire chiunque possa avere una qualche conoscenza dei fatti su cui si sta indagando. Va da sé che questo clima irrespirabile di ‘caccia alle streghe’ mina profondamente l’immagine del Presidente della Regione Abruzzo”.
“Ma si rassegnino – avverte il Governatore – perché tutto il mio operato amministrativo è sempre all’insegna della più cristallina legalità”. Poi, un appello ai media:
“Spero ci sia l’onestà intellettuale, oltre che deontologica, affinché gli organi di stampa riservino al presidente Chiodi lo stesso clamore per annunciare che non c’è assolutamente nessuna bufera che lo riguardi. Vorrei, invece, poter lavorare per il bene della mia terra e della mia gente con la serenità e la dignità che spettano a chi ogni giorno s’impegna duramente tra mille problemi, ma sempre con grande spirito etico, riuscendo tra l’altro ad ottenere risultati unici per la nostra regione”.
“E mi riferisco, in primis, alla riduzione dell’indebitamento o al riordino della Sanità. Traguardi lodevoli che molti fingono di ignorare ma che ci vengono puntualmente riconosciuti da testimoni esterni. E’ il caso di Repubblica, testata non certo di parte”.
Infine, il presidente Chiodi tocca gli affetti personali: “Da Roma, dove mi trovo per una tre giorni di intensi contatti, ho dovuto rassicurare la mia famiglia e le mie figlie, preoccupatissime per una notizia che non ha il minimo fondamento. E questo non è umanamente sopportabile. Non è accettabile”.
CHIODI: “FUSI E VERDINI? MAI AVUTO A CHE FARE”
L’AQUILA – Seccato, rattristato, stupito, ma anche sereno. Da Roma, dove si trova per una serie di incontri legati alle problematiche di gestione dell’emergenza terremoto, il presidente della Regione Abruzzo, e Commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ha smentito categoricamente la notizia (rumors più che altro) di un’imminente misura cautelare nei suoi confronti per implicazioni nell’inchiesta su G8 e appalti all’Aquila.
“Non c’è assolutamente nulla – ha fatto sapere Chiodi all’agenzia Asca – Sono al lavoro come tutti i giorni, 18 ore al giorno, per cose serie che riguardano i cittadini abruzzesi. Oggi, in particolare, sto incontrando esponenti del Governo per portare a casa risultati utili sul fronte delle risorse per l’emergenza”.
Il governatore d’Abruzzo, Gianni Chiodi, sa che il suo nome è stato legato a quelli di Fusi e Verdini: ”E’ doveroso che la Magistratura faccia i suoi passi, ma con loro non ho mai avuto nulla a che fare”.
Nessuna novità, insomma, rispetto a ciò che si sapeva qualche mese fa, e cioè che Chiodi doveva essere ascoltato dai magistrati. Tutta questa ridda di voci, supposizioni ed illazioni, si è scatenata ieri sera durante una seduta consiliare alla Provincia di Chieti, quando uno stop dei lavori in Aula è stata giustificata con la ”partenza di avvisi di garanzia” ad esponenti politici abruzzesi.
I consiglieri teatini hanno però ricondotto le misure giudiziarie non già al G8 ma ad un’inchiesta parallela su rifiuti o sanità. Il presidente Chiodi ha annunciato a breve una sua dichiarazione ufficiale.
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