L’AQUILA – Entro dicembre potrebbe essere riaperta al pubblico una parte della chiesa di Santa Maria Paganica, uno dei monumenti più gravemente danneggiati dal sisma e uno dei simboli della tragedia del 6 aprile 2009.
Il restauro della chiesa sarà una questione lunga, di anni, ma tramite opere di copertura provvisoria si riuscirà a rendere di nuovo fruibile la chiesa, sventrata dalla scossa delle 3.32.
SANTA MARIA PAGANICA, SFREGIATA DAL SISMA (foto scattate il 22 giugno 2010)
Un tentativo di consentire agli aquilani di riappropriarsi della loro identità attraverso i luoghi che hanno perso, come si è fatto fin qua per la Basilica di Collemaggio e il corso stretto.
L’ipotesi di una riapertura dicembrina è stata formulata dal vice commissario per i Beni culturali, Luciano Marchetti (nella foto), che ha spiegato com’è la situazione nell’opera di messa in sicurezza e di recupero della chiesa.
“Entro la settimana – spiega – si comincia a fare il pezzo di copertura che manca per arrivare alla facciata e quindi, a seguire, si procederà per coprire completamente. A tale proposito, entro la fine di settembre arriveranno altri pezzi per terminare l’operazione”.
Secondo Marchetti, “la messa in sicurezza è conclusa, ora oltre alla copertura bisogna procedere a sgomberare le macerie nell’ultima zona messa in sicurezza”.



