L’AQUILA – L’estate è agli sgoccioli ed è tempo di tornare sui banchi di scuola. Molti studenti abruzzesi oggi hanno rispolverato libri e zaini accantonati da giugno e sono tornati in aula al suono della fatidica campanella.

Quella di ieri è stata infatti la prima giornata dell’anno scolastico 2010/2011: alcune scuole hanno riaperto, mentre il grosso degli istituti riaprirà nei prossimi giorni. Un’apertura scaglionata permessa dall’autonomia concessa ai presidi, che possono decidere se anticipare di qualche giorno rispetto alla data ultima stabilita del 20 settembre, quando tutti i complessi scolastici dovranno essere funzionanti.

Un augurio e un sostegno sono arrivati oggi dalla Regione: l’assessore all’Istruzione, Paolo Gatti, ha infatti ottenuto lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per libri gratuiti per i bisognosi, mentre un augurio speciale agli studenti abruzzesi è arrivato dal presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.

Anche se l’anno è appena cominciato non mancano comunque le questioni spinose nel mondo della scuola: i sindacati di settore in particolare lanciano l’allarme sulla situazione dei docenti e personale ata precari, chiedendo un tavolo di confronto al governatore Gianni Chiodi. 

Anche il coordinamento Precari scuola d’Abruzzo si mostra preoccupato soprattutto sulla delicata situazione che vive il capoluogo abruzzese. Secondo il coordinatore dei precari, Edoardo Puglielli, L’Aquila e provincia, anziché tutelata perché in piena crisi, risulterebbe invece essere la più colpita dai tagli della riforma Gelmini.

I NUMERI DELL’ANNO SCOLASTICO 2010/2011

In Abruzzo sono 180.361 i giovani, tra le scuole dell’infanzia, le primarie e le scuole secondarie di primo e secondo grado, a tornare sui banchi.

Rispetto allo scorso anno sono 1.339 le iscrizioni in meno, quando complessivamente gli iscritti erano 181.700. Solo in provincia dell’Aquila da 39.314 studenti si è passati ai 38.281 dell’anno che sta per cominciare: il netto calo di 1.033 bambini e ragazzi è causato dal fatto che tante famiglie hanno abbandonato la città dopo il terremoto. In sostanza, nonostante il sisma fosse passato solo da pochi mesi, lo scorso anno sono rientrate più famiglie.

Nelle altre tre province, l’unica in aumento è quella di Pescara, dove si è passati da 45.843 a 46.237 alunni: secondo il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Carlo Petracca, molte delle 400 iscrizioni in più sono da ricollegare al trasferimento di famiglie dell’Aquila nel Pescarese. In calo, anche se non sensibile, i dati a Chieti e Teramo: nel Chietino si è passati dalle 54.302 iscrizioni del 2009 alle 53.927 di quest’anno, nel Teramano da 42.241 a 41.916.

GATTI STANZIA 2,5 MILIONI PER LIBRI GRATUITI

Intanto, ieri mattina la Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Istruzione, Paolo Gatti, ha deliberato lo stanziamento di 2,5 milioni di euro per finanziare la fornitura gratuita totale e parziale dei libri di testo per l’anno scolastico 2010/2011, attraverso la ripartizione dei fondi fra i Comuni della Regione.

In particolare si tratta di 1,9 milioni per la fornitura di libri in favore degli alunni che assolvono l’obbligo scolastico e di oltre 600 mila euro per la fornitura in comodato di testi per gli studenti delle superiori.

La ripartizione dei fondi ai Comuni è basata su un criterio proporzionale della spesa sostenuta, nell’anno scolastico precedente, dagli stessi Comuni sulla base dei fondi nazionali assegnati alla Regione, mentre le modalità di assegnazione e la scelta della documentazione da presentare per la richiesta di accesso ai contributi sono di competenza comunale.

La valutazione della situazione economica degli studenti richiedenti resta fra i criteri decisivi per l’assegnazione dei libri di testo.

“Nessun ritardo nell’assegnazione dei fondi – commenta Gatti – e nessuna preoccupazione di un vulnus addirittura costituzionale, come ha affermato qualche esponente dell’opposizione. Siamo in linea con l’iter di stanziamento dei fondi nazionali e garantiamo, prima dell’inizio dell’anno scolastico, importanti risorse per gli studenti abruzzesi più bisognosi. Atto dopo atto cerchiamo di affrontare senza demagogia i nostri doveri istituzionali”.

“Di faraonico, purtroppo – conclude – c’è solo il supplizio al quale siamo costretti da una parte dell’opposizione che troppo spesso attacca e critica senza conoscere, o facendo finta di non conoscere i tempi e le procedure dell’attività amministrativa”.

AUGURIO DI PAGANO: ”LA SCUOLA E’ IL CANTIERE PER IL FUTURO”

Nel giorno della prima campanella di alcune scuole, è arrivato anche un augurio speciale.

“La scuola è la principale comunità educante del Paese e rappresenta il cantiere dove costruire il futuro della nostra regione”. Con queste parole, il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, si è rivolto a docenti e studenti abruzzesi.

“Le problematiche che vive oggi la scuola e, più in generale, la nostra società – ha detto Pagano – non sono delle più facili. Tali difficoltà non devono scoraggiarci ma, anzi, aumentare l’impegno teso ad assicurare che la scuola, come Istituzione, possa svolgere sempre meglio la sua funzione e contribuire così allo sviluppo del nostro territorio. Tutti dobbiamo riflettere sul fatto che per la scuola italiana questo sarà un anno di svolta e di verifica delle riforme che sono state recentemente introdotte dal Governo e rappresentano una sfida per alunni e docenti”.

“A nome dell’assemblea regionale che presiedo – conclude il presidente del Consiglio – auguro a tutte le componenti della scuola e in particolare a tutti gli studenti abruzzesi un buon lavoro con l’auspicio che questo anno scolastico sia ricco di stimoli e soddisfazioni”.

PRECARI: I SINDACATI CHIEDONO TAVOLO DI CONFRONTO ALLA REGIONE

Non tutte luci comunque: il mondo della scuola abruzzese presenta anche qualche ombra. Questo almeno secondo le segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals Confsal, che chiedono alla Regione l’istituzione immediata di un tavolo di confronto per affrontare in particolare la questione dei tagli al corpo docente e al personale ausiliario.

Per i sindacati, “vi è una situazione pesantissima” sulla quale la Regione, nonostante le ripetute sollecitazioni, continua a tacere. In due anni, secondo quanto riferito in una conferenza stampa, sono stati tagliati, tra personale Ata e docenti, 2.554 posti di ruolo: 1.442 nel 2009/2010 e 1.112 nell’anno scolastico 2010/2011.

A rischio, per i sindacati, anche i contratti di supplenza per circa 700 precari, per assumere i quali lo scorso anno erano stati utilizzati gli stanziamenti previsti per il terremoto. Anche su quest’ultima questione, i sindacati chiedono un intervento del presidente della Regione, Gianni Chiodi affinché individui con i ministeri dell’Economia e dell’Istruzione “un idoneo intervento finanziario” per riattivare le supplenze.

Per fare ciò, a loro dire, occorrono da subito almeno 9 milioni di euro. Se non si affronterà subito l’intera vicenda, secondo i sindacati della scuola, nei prossimi due anni si perderanno ancora dai 1.400 ai 2.000 posti di lavoro. A rendere più difficoltosa la situazione, la diminuzione di alunni nelle zone del “cratere”.

I sindacati denunciano, inoltre, la riduzione, all’interno degli istituti, dei livelli di vigilanza, carenze strutturali nel’edilizia scolastica, riduzione nell’organizzazione e qualità dell’offerta formativa.

COORDINAMENTO PRECARI SCUOLA D’ABRUZZO: “ALL’AQUILA LA SITUAZIONE E’ GRAVE”

La situazione dei precari si fa ancora più grave e delicata nel capoluogo abruzzese, come ha spiegato Edoardo Puglielli del coordinamento Precari scuola d’Abruzzo. “L’Aquila – ha affermato – con la sua provincia, anziché tutelata perché in piena crisi, risulta invece essere la più colpita dai tagli della riforma Gelmini“.

“Nei territori devastati dal sisma – ha aggiunto – la perdita dei posti di lavoro nella scuola viene a determinarsi a causa di più fattori concomitanti tra cui i tagli, con la riduzione del monte ore e la scomparsa di molte cattedre, ma anche il collasso demografico”.

In tutta la provincia si parla di 1.033 iscrizioni in meno e almeno 700 sono studenti aquilani, costretti a trasferirsi altrove.

Puglielli spiega che nelle scuole superiori sono complessivamente 242 i docenti di ruolo abruzzesi andati in sovrannumero, di cui 88 nella provincia dell’Aquila e gli altri a Pescara (55) Pescara, Chieti (52) e Teramo (47). Analogamente, secondo i dati riferiti dal coordinatore dei Precari, nella scuola media sono andati in sovrannumero 40 insegnanti di cui 27 nella provincia dell’Aquila e nella scuola primaria sono stati dichiarati perdenti posto 73 maestri: 32 nella provincia dell’Aquila, 38 Teramo, 3 Pescara.