L’AQUILA – C’è paura sui Monti Reatini, zona attraversata da uno sciame sismico nelle scorse settimane e che oggi ha registrato due scosse di magnitudo importante nel giro di poche ore: una di magnitudo (Ml) 3.4, alle 5 in punto di questa mattina, l’altra, di 3.6, alle 9.12.
Una terza scossa si è sentita alle 13.45, questa però di magnitudo più bassa, 2.3, mentre alle 14.06 c’è stata una quarta scossa significativa, di magnitudo 3.3.
Impossibile delineare con certezza scenari futuri. Tutto quello che si sa è che bisogna stare attenti, e che lo sciame potrebbe esaurirsi come continuare, perfino con forti scosse.
Un’ipotesi, questa, che afferma semplicemente che tutto è possibile, e che mette d’accordo sia l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che tramite il sismologo Gaetano De Luca (nella foto a sinistra) ricorda che i terremoti non si possono prevedere, sia il tecnico Giampaolo Giuliani (nella foto a destra), che invece è convinto che entro 6/24 ore esista la possibilità di prevedere le scosse.
MOMENTI DI PANICO DOPO I TERREMOTI
Va sottolineato che la prima scossa è avvenuta a una profondita di appena 3 chilometri, per questo è stata percepita nettamente dalla popolazione e ci sono stati momenti di panico.
Entrambi i terremoti è stato localizzato dalla Rete sismica nazionale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) nel distretto sismico “Monti Reatini”.
La zona è la solita attraversata ormai da molte settimane da uno sciame sismico, ma mai prima d’ora la magnitudo aveva raggiunto questi livelli, così torna inevitabilmente ad alzarsi il livello di guardia.
I Comuni entro 10 chilometri dall’epicentro sono Borbona, Cittareale (Rieti), Cagnano Amiterno e Montereale (L’Aquila).
In queste ore è in corso una riunione in Prefettura all’Aquila e nel giro di un’ora sarà emesso un comunicato ufficiale.
DE LUCA (INGV): ”NON SI PUO’ ESCLUDERE UNA SCOSSA FORTE”
L’AQUILA – “Magari capissimo quello che succede. Lo sciame in corso potrebbe benissimo finire così o continuare. E come potrebbe non accadere nulla, non si possono neanche escludere eventi paragonabili a quello dell’Aquila”.
Non vuole creare allarmismo, ma parla chiaro e senza giri di parole Gaetano De Luca, sismologo responsabile della rete di monitoraggio abruzzese dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
“Dopo un terremoto importante come quello del 6 aprile 2009 – spiega – l’area dei Monti Reatini è instabilizzata. I terremoti non si possono prevedere, però sappiamo con precisione in quali zone di solito fanno i terremoti. E quella di Montereale, così come lo era quella dell’Aquila, è una zona sismica, in cui ci si possono aspettare scosse”.
“La situazione – aggiunge – è ingarbugliata anche perché l’area ha una struttura molto particolare e diversa tra il Reatino, la zona di Montereale, quella di Pizzoli e quella di Campotosto”.
“In condizioni ordinarie – spiega ancora De Luca – lo sciame sarebbe potuto durare un altro mesetto e poi esaurirsi, ma dopo il sisma aquilano davvero non so cosa possa accadere”.
Un problema su cui De Luca pone l’accento, e non da ora, è quello della prevenzione: “Anche se si potessero prevedere i terremoti – sottolinea – senza prevenzione che ci fai?”.
Il sismologo spiega poi questa provocazione. “Ipotizziamo uno scenario apocalittico – prosegue – in cui si prevede cinque giorni prima una scossa di settimo grado in quell’area. Un terremoto che spazzerebbe via tutti i paesini antichi. Anche se riuscissero ad avere salva la vita, migliaia di famiglie si ritroverebbero senza più casa costretti a stare in albergo per anni. E che vita salva è? È una vita desolante”.
Per quanto riguarda la prevenzione, per De Luca “prima si comincia e prima si finisce. Io lo dissi anche dieci anni fa e fui censurato, e la scusa è sempre quella che non ci sono soldi. Se continuiamo a pensarla così, la prevenzione non si farà mai”.
GIULIANI: ”SCOSSE POTREBBERO ESSERE PIU’ INTENSE”
L’AQUILA – È tornato il panico dopo le due scosse a poche ore di distanza l’una dall’altra nella zona dell’Alto Aterno. Stare all’erta, questo è il messaggio dello studioso di terremoti Giampaolo Giuliani.
“La mia strumentazione aveva previsto questa evoluzione. La situazione più a rischio è in un raggio tra 25 e gli 80 chilometri ed il fulcro delle attività più intense è individuato a Montereale. C’è un aumento sia di eventi sia di grado sismico: esattamente come è accaduto all’Aquila più di un anno fa Ad essere interessata è la dorsale appenninica, dall’Abruzzo all’Umbria, nei pressi del Comune di Foligno, area Castel Ritaldi. Come ha smesso quella zona ha ripreso Montereale”
“Negli ultimi mesi ci sono stati più di 1800 eventi sismici, 1936 per la precisione – dichiara Giuliani – E’ aumentata l’intensità: da 2 a 3.1, a 3.6 di questa notte. In questi casi, non voglio terrorizzare nessuno sia chiaro, l’attività può aumentare fino ad un grado maggiore, 4, 4.2. Forse ancora di più, non è possibile prevederlo. Nelle prossime 24 ore la strumentazione registra un aumento di attività con eventi nell’aquilano in un raggio di cinque chilometri. Nell’area di Montereale il raggio si estende a 25 chilometri: il radon è più alto, 2500-2700. Bisogna tenere alta la tensione, c’è stato un aumento di magnitudo in poche settimane”.
L’ex tecnico di laboratorio dei laboratori Infn invita le persone a mantenere la calma, tenendo sempre alta l’attenzione, e rivolge un appello ai rappresentanti delle Istituzioni:
“In caso di una scossa più forte delle altre le persone dovrebbero uscire di casa e le Istituzioni dovrebbero predisporre dei centri di raccolta, anche una tenda, dove far convergere le persone, specialmente quelle più anziane. Si tratta di fare prevenzione, quella che non c’è mai stata fino al terremoto del 6 aprile 2009 e che ancora non c’è. Se ci sono le nuvole piene d’acqua e non cade una goccia non è detto che non pioverà. Ho chiesto una riunione col sindaco dell’Aquila non per esporre ai suoi tecnici i miei studi ma per fare un quadro della situazione secondo le rilevazioni e gli eventi che ci sono stati. Lui per primo deve pensare al benessere dei suoi cittadini”.
I comuni interessati dallo sciame sismico, o dove comunque sono avvertibili le scosse, afferma Giuliani, sono: “Montereale, Città reale, Corbona, Capitignano, Campotosto, Barete, Arischia (frazione dell’Aquila) e Amatrice.
LA RELAZIONE DI GIAMOPAOLO GIULIANI SU FACEBOOK
EVACUATI LAVORATORI REGIONE ABRUZZO E CALL CENTER
L’AQUILA – Paura anche nel capoluogo dopo la scossa di magnitudo 3.6 di questa mattina alle 9,12.
Diversi gli uffici ed i palazzi che sono stati evacuati.
Sono usciti spontanemante i dipendenti di Palazzo Silone a Pettino, sede della Giunta regionale, mentre i dipendenti del Consiglio regionale (zona villa Comunale) sono stati evacuati su disposizione del dirigente.
L’allarme è comunque rientrato ed i lavoratori sono tornati in ufficio.
Stesso scenario sempre nel quartiere Pettino, a poche centinaia di metri dal palazzo della Giunta, nello stabile che ospita i call center di Transcom e del consorzio Lavorabile.
In quella sede non tutti hanno avvertito il movimento del terreno, alcuni sono scesi in strada ed altri sono rimasti sul posto di lavoro. La situazione è comunque tornata alla normalità
CENTRALINO VIGILI DEL FUOCO PRESO D’ASSALTO,
SI VALUTA SE FARE UN SOPRALLUOGO
L’AQUILA – Si sta valutando in questi momenti se procedere a un sopralluogo nelle zone colpite dalle scosse di questa mattina.
È quanto emerge dalla sala operativa dei vigili del fuoco dell’Aquila, che è stata letteralmente presa d’assalto dopo le due scosse di media intensità che hanno fatto tornare il panico nella popolazione della zona Ovest dell’Aquilano, ai confini con il Lazio.
Sempre i vigili per il momento non hanno ricevuto segnalazioni di danni a cose o persone. C’è solo tanta paura.
CITTADINI IMPAURITI: ”DORMIAMO FUORI, VENGA LA PROTEZIONE CIVILE”
L’AQUILA – “La gente è tutta in strada, qui fa una scossa dopo l’altra!”.
È un Comune terrorizzato, quello di Montereale. Sottoposto a uno stress sottile ormai da mesi, con piccole scossette a intervalli regolari, e in preda al panico dopo le due di intensità più forte di questa mattina.
“Le abbiamo sentite chiaramente – spiega Carla Patrizi del bar Marini – anche perché l’epicentro è stato proprio qua. Siamo terrorizzati dall’anno scorso. Molta gente passerà la notte fuori, e molti altri già lo stanno facendo. Io stessa dormo in garage. Ho una casa in cemento armato, ma non sai mai come può rispondere la struttura alle sollecitazioni”.
“La gente è tutta in strada – aggiunge Ornella del bar pizzeria Peter Pan – e c’è paura. Non abbiamo visto né il commissario, né l’ex sindaco, nessuno. Qualcuno dormirà in macchina, io che farò non lo so. Sicuramente a casa non ci dormirò”.
“Deve venire qualcuno della Protezione civile – l’appello di un’addetta del bar Ricci – noi siamo usciti di casa dalle 5 e il terremoto lo abbiamo sentito eccome. Bisogna fare qualcosa”.



