L’AQUILA – “Non vorrei dover pensare di essere penalizzata da un gioco delle parti (opposte) in cui la politica stessa si esercita con contrapposizioni strumentali che non portano risultati e sono ben lontane dagli interessi dei cittadini”.
È uno dei passaggi della lettera che l’architetto Federica Di Vincenzo ha indirizzato agli assessori Stefania Pezzopane (Comune L’Aquila) e Paolo Gatti (Regione) in merito alla realizzazione della struttura dell’ex mattatoio, nel borgo Rivera.
Due anni fa insieme ad altri progettisti, ha vinto il bando di concorso. Da allora, però, il progetto è fermo e da parte dei due enti non arrivano le risposte sperate.
Il giovane architetto si dice “amareggiata, ma non stanca” e propone soluzioni concrete: “se il finanziamento venisse sbloccato noi potremmo modificare il progetto originario adeguandolo alle nuove somme”, è il messaggio diretto a Gatti; “D’altro canto mi resta difficile immaginare che il Comune non abbia soldi per un incarico”, dichiara rivolta alla Pezzopane.
Alle associaizoni giovanili che si sono opposte al progetto per il centro polivalente, dice in maniera diretta: “Cosa direbbero se sapessero che stanno bloccando il lavoro di loro coetanei che si sono impegnati ed esposti economicamente nella speranza di realizzare ciò che è giusto?”.
IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA
Egregio assessore Pezzopane, egregio assessore Gatti,
mi rendo conto che la stampa non è il mezzo più adatto a certe comunicazioni, ma è l’unico attraverso cui riesco ad avere delle risposte, e quindi mi permetto nuovamente di scrivere.
Io non conosco le dinamiche della politica se non dall’esterno, poiché sono solo una cittadina di 32 anni, professionista.
Io non ho abbandonato la mia città dopo il terremoto, e non ho mai abbandonato il mio paese spinta dal desiderio di far fortuna altrove, dove tutto sembra più facile. Io ho sempre creduto di dover lottare per raggiungere i miei obbiettivi.
Amo l’Italia ed amo la mia terra d’Abruzzo di cui sono orgogliosa. Ho visto il mondo e continuerò a farlo, ho viaggiato e conosciuto altre culture ed altri ideali, e con la forza che tutto ciò mi ha dato, sono pronta a proseguire la mia vita da professionista qui, in Italia, in Abruzzo e a L’Aquila.
Gentili assessori non voglio annoiare nessuno con le mie parole, ma vi prego di ascoltarmi poichè voi siete vicini ai giovani e sono certa che ne comprendete i disagi. Io sono veramente amareggiata, non stanca però.
Ho dedicato un’infinità di tempo e risorse al progetto del centro polivalente presso l’ex Mattatoio a L’Aquila. Ho passato giorni e notti per prepararmi al concorso e poi al primo progetto definitivo consegnato dopo la vittoria. Il progetto è di qualità e aiuterebbe la città a ripartire, sarebbe un segnale per i giovani, anche quelli che si oppongono senza apparente ragione.
Ci sarà sempre qualcuno che non lo apprezzerà, ma aggiungo: perché in Italia ancora una volta deve passare il messaggio per cui, dopo aver vinto un regolare bando, non è detto che si ottenga il giusto premio? Coloro i quali si oppongono alla realizzazione del progetto avranno di certo le loro ragioni, ma nel rispetto della legalità e dei sani principi della democrazia, dovrebbero sapere che è sbagliato ed immorale opporsi al compimento di un regolare bando pubblico.
Cosa direbbero se sapessero che stanno bloccando il lavoro di loro coetanei che si sono impegnati ed esposti economicamente nella speranza di realizzare ciò che è giusto? Le associazioni giovanili tirate in ballo vorrebbero che si realizzasse altro con i fondi destinati al centro polivalente? Perché? Io non lo comprendo.
Nonostante quello che si pensa, gli architetti come me a L’Aquila non possono permettersi di fare un nuovo progetto definitivo del valore di oltre 60.000,00 euro, completamente gratis e senza incarico.
Diversamente se il finanziamento venisse sbloccato noi potremmo modificare il progetto originario adeguandolo alle nuove somme, come quotidianamente avviene nella professione, ma con la serenità di poter svolgere un lavoro regolarmente retribuito senza rischiare il fallimento.
D’altro canto mi resta difficile immaginare che il Comune non abbia soldi per un incarico.
Gentili assessori, io ripeto, non ho conoscenza delle logiche della politica, ma non vorrei dover pensare di essere penalizzata da un gioco delle parti (opposte) in cui la politica stessa si esercita con contrapposizioni strumentali che non portano risultati e sono ben lontane dagli interessi dei cittadini.
Cordiali saluti.



