L’AQUILA – “Servono soluzioni alternative al credito, oppure la nostra economia finirà al macero. L’Aquila doveva essere il più grande cantiere d’Europa, ma rischia seriamente di finire per essere il più grande deserto d’Europa”.
Angelo Taffo, presidente di Confartigianato L’Aquila è schierato apertamente contro la scelta del governo Monti di non rifinanziare il modello del contributo agevolato che consentiva di finanziare la riparazione delle abitazioni danneggiate dal terremoto attraverso l’apertura di un conto corrente coperto dai fondi della Cassa depositi e prestiti, costringendo all’erogazione, in regime quindi di contributo diretto, delle risorse a stato di avanzamento da parte dei comuni che prima, però, devono rendicontare le somme a Roma, cosa che rischia di mettere a repentaglio la ricostruzione dell’Aquila.
Il presidente di Confcommercio ha parlato in questi termini nel corso dell’incontro segreto, svelato da AbruzzoWeb, di quest’oggi al ristorante ‘La magione papale’ dell’Aquila tra i vertici di Bper, capogruppo di Carispaq e Bpls, e le associazioni di categoria aquilane alla presenza dell’amministratore delegato di Bper, Luigi Odorici.
“Ho chiesto a Odorici – ha affermato Taffo al nostro giornale – insieme ad altri esponenti delle associazioni di categoria come Gianni Frattale (presidente dell’Ance L’Aquila, ndr), di impegnarsi con il gruppo Bper affinché ci sia un dialogo aperto con la politica per evitare il disastro che ucciderebbe la ricostruzione e quindi il futuro dell’Aquila terremotata. Gli istituti di credito hanno il dovere di difendere i clienti e l’economia dei territori in cui vivono e lavorano, altre strade non ce ne sono. Crediamo che le direttive dei ministri del Lavoro e della Coesione territoriale Elsa Fornero e Fabrizio Barca mettano in seria crisi tutto il nostro tessuto economico. Adesso c’è bisogno di intervenire, Bper è un grande nome che può davvero dialogare con la politica e contribuire a far cambiare strategia sull’erogazione del credito. Se le aziende chiudono, le banche non hanno più motivo di restare aperte”.
“Questa deve essere una battaglia politica che spero coinvolga tutti gli istituti di credito aquilani”, ha concluso Taffo. (r.s.)



