L’AQUILA – “Il gasdotto denominato Rete Adriatica, progettato dalla Snam Rete Gas Spa, prevede la realizzazione di un impianto di dimensioni colossali sull’Appennino centro settentrionale, che spaccherebbe in due il territorio abruzzese”.
Lo ricorda in una nota il consigliere regionale abruzzese dell’Italia dei valori, Cesare D’Alessandro (nella foto).
“Come riportato in svariati documenti – ricorda – la sua suddivisione in lotti funzionali, evidentemente connessi per realizzare un’unica struttura per il trasporto di gas, ha fatto sì che siano stati effettuati procedimenti parziali di valutazione d’impatto ambientale, limitatamente solo ad alcuni tratti e senza alcun collegamento tra le diverse procedure, consentendo agli enti locali una valutazione del progetto soltanto rispetto alla compatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti nei Comuni toccati dall’opera”.
“Il reale impatto sull’ambiente – prosegue l’esponente dell’opposizione – dovrebbe invece essere commisurato alla portata complessiva del progetto, con l’aggiunta della crescita del rischio di catastrofe ambientale in ragione dell’attraversamento di zone ad altissimo rischio sismico: innanzitutto L’Aquila e Sulmona, ma l’intera dorsale appenninica é fortemente a rischio. Altre criticità sono date dalla presenza di aree a elevato rischio idrogeologico”.
“Non possiamo accettare – accusa D’Alessandro – l’assordante silenzio della Giunta regionale, per questo chiediamo a Gianni Chiodi di esprimere il proprio parere sulla realizzazione dell’opera; gli chiediamo anche di assumere una forte iniziativa nei confronti del Governo e della Snam Rete Gas Spa, sollecitando l’individuazione di un nuovo tracciato del gasdotto alternativo rispetto a quello che interessa la dorsale Appenninica, con la delocalizzazione della centrale di compressione al di fuori della Valle Peligna e delle zone interessate da rischio sismico”.
“In caso contrario – conclude – come accaduto per la questione dell’Abruzzo petrolifero proporremo l’approvazione di un progetto di legge che possa bloccare la realizzazione del gasdotto così come in itinere, per tutelare gli interessi e la sicurezza delle popolazioni delle zone coinvolte”.






