L’AQUILA – Ancora 48 ore. Dopodiché il Centro sperimentale di cinematografia dell’Aquila chiuderà per sempre i suoi battenti.
Stavolta non è più il titolo di un film, ma solo buio in sala, prima della fine. E intanto ora, prima del per niente lieto fine, scorrono lenti, dolorosi i titoli di coda.
“Faccio seguito alla mia ultima comunicazione del 3 ottobre 2012, rimasta priva di riscontro, come peraltro, tutte le precedenti missive, per comunicare l’intendimento della scrivente Fondazione di procedere alla sospensione delle attività didattiche della sede Abruzzo del Centro sperimentale di cinematografia a far data dal prossimo 1° novembre”.
E’ questo l’incipit duro e accorato della missiva del direttore generale del Csc, Marcello Foti, rivolta a tutti gli organi istituzionali cittadini, ma soprattutto regionali.
Una lettera che porta la data del 18 ottobre scorso e tenuta quasi per scaramanzia nel cassetto, di certo per scongiurare si arrivasse a tanto.
Sì, proprio così, a 48 ore da una scadenza perentoria e mortificante per la città dell’Aquila, che non conosce appelli se non l’estrema disperata speranza di salvare l’ultima possibile chimera di rinascita rimasta ancora in vita.
Questa si chiama cultura, che qualcuno ancora si ostina a confondere con la parola lusso, privilegio, o forse più semplicemente spartizione di poltrone.
PEZZOPANE CONTRO LA REGIONE: ”TAGLIATO 70% AL TEATRO STABILE”
Ma non è tutto. L’assessore al Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane, dopo aver rivelato stamattina agli organi di stampa una notizia così grave e scoraggiante, aggiunge che c’è dell’altro.
Un’altra drammatica scoperta: “Il Teatro stabile, presieduto fino a un mese fa dall’assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis – attacca la Pezzopane, pure lei ex presidente – aveva previsto nel bilancio preventivo 2011 900 mila euro di contributo regionale”.
“Giorni fa – aggiunge – si è predisposto il bilancio del 2012. Ho scoperto solo per caso che sono 389 mila euro i fondi effettivi messi a disposizione. Una riduzione di 500 mila euro e rotti, in poche parole più del 70 per cento. Un taglio clamoroso, che non trova precedenti. È davvero inaccettabile”.
E per correre ai ripari l’assessore ha aggiunto che “oggi in Giunta abbiamo deciso di promuovere un Consiglio aperto per dare inizio a una vertenza contro la Regione che continua imperterrita in quest’azione devastante di taglieggiare e mortificare la cultura aquilana, con interventi che stanno portando le imprese culturali a dover contrarre la loro attività e la base occupazionale anche con azioni che possono peggiorare il dato già criticissimo”.
“Nessun appello è stato ascoltato – ha precisato ancora la Pezzopane – nessuna promessa da parte della Regione è stata mantenuta. Al Consiglio comunale chiederemo la partecipazione di Gianni Chiodi, di De Fanis, dell’assessore Gianfranco Giuliante, del consigliere Luca Ricciuti. A loro chiederemo conto di quello che si sta facendo, con questa evidente distruzione della storia centenaria della nostra città”.
L’ex presidente della Provincia ha anche raccontato come in una recente seduta del Consiglio comunale, alcuni esponenti dell’opposizione si siano “divertiti” a proporre di spostare le voci dei finanziamenti destinati alla cultura per dirottarli su altri settori, a detta loro più rilevanti.
“Hanno persino sostenuto – ha commentato l’assessore comunale – che la cultura è un lusso. Ma è proprio questa la dimostrazione più sconcertante di una mancanza di cultura, che è il vero motore delle nostre risorse economiche e umane, soprattutto di socializzazione”.
La lettera del direttore generale del Centro sperimentale è l’amaro risultato di una politica non sensibile, ma soprattutto rifugiata in un preoccupante e assordante silenzio.
“Dalla data della sua attivazione (settembre 2011) – precisa la missiva del direttore Foti – il Csc ha integralmente fatto fronte a tutte le spese occorrenti, secondo quanto previsto nel piano economico-finanziario trasmesso a codeste Istituzioni, per una spesa complessiva che ad oggi sfiora un milione di euro”.
Ma a parte il sostegno finanziario goduto grazie al Mibac, il Centro ha ricevuto la sola quota di pertinenza del Comune dell’Aquila.
“Mi auguro davvero di risvegliarmi da un brutto sogno – ha concluso l’assessore Pezzopane – e che queste ore non passino in fretta. Il destino di questa importante istituzione non può morire così, come anche quello dell’Accademia dell’Immagine, i cui lavoratori, padri di famiglia, sono ancora in cassa integrazione, con poche centinaia di euro”.
Ancora 48 ore dunque per sperare. Ma solo pochi istanti per capire: adesso.






