SULMONA – Un gruppo di ragazzini sono stati gli unici testimoni di un’atroce vicenda di violenza su un cane, massacrato a bastonate e torturato fino alla morte.
Secondo il racconto del quotidiano Il Messaggero, l’unico imputato sembrerebbbe essere un uomo 76 di Castel di Ieri (L’Aquila), Denzio D’Alessandro, che secondo l’accusa nel luglio 2008 avrebbe infierito sul corpo dell’animale con sadismo e senza alcuna pietà.
Il piccolo randagio è stato ritrovato con gli occhi fuori dalle orbite, con gli arti fratturati e impiccato a testa in giù al cancello di un’abitazione privata. L’anziano si sarebbe recato il giorno dopo il delitto in una farmacia giustificando il terribile atto perché convinto si fosse trattato di una volpe e non di un cane.
Sarebbe stato in ogni caso un passante ad accorgersi della povera bestia in fin di vita. Ma a nulla sono valsi i suoi disperati tentativi per salvarlo. A rivelare il fatto alle guardie zoofile sono stati gli stessi giovani testimoni, che sono apparsi visibilmente terrorizzati e con le lacrime agli occhi.
Ma ora la loro testimonianza non potrà essere deposta, perché manca l’autorizzazione dei genitori. Una vicenda che rischia di rimanere senza responsabili. A marzo ci sarà comunque la sentenza.






