L’AQUILA – Nonostante le minacce di pioggia, erano tanti gli aquilani in piazza Duomo all’assemblea ospitata nel tendone del presidio permanente, in cui quasi 200 parlamentari del Partito democratico sono venuti ad ascoltare le richieste e le critiche dei cittadini, dopo aver visitato la “zona rossa” per rendersi conto delle reali condizioni in cui versa il capoluogo.
“Signora, si ricordi di noi”: questa la richiesta fatta da una donna a Livia Turco, nella speranza che le belle parole dette dai deputati durante l’assemblea non si perdano nell’etere.
Ciò che accomuna gli aquilani è la voglia di ricominciare, il desiderio di tornare a vivere, perché è questo che manca. Mancano i punti di ritrovo, manca l’economia che è ferma dal 6 aprile del 2009, così come mancano i fondi per ricostruire.
“C’è stato un incremento dell’uso degli alcolici tra i giovani, è preoccupante”, ha detto Carlo Marchi, uno del pubblico, che crede, come molti altri, che ci si debba impegnare sul sociale per evitare che i giovani si perdano.
Secondo alcuni, la manifestazione di oggi è arrivata con un po’ di ritardo. Vittorio Ferrini, un pensionato tra la folla, ha commentato che “quanto detto dai deputati è quello che gli aquilani già sanno, ma c’è comunque la speranza e la curiosità di sentire proposte per il futuro, perché c’è la necessità di vivere”.
Mescolata tra la folla, anche la deputata Raffaella Mariani, capogruppo Pd della commissione Ambiente della Camera. “Stiamo facendo – ha dichiarato – una battaglia per evitare le tasse, che sarebbero comunque insostenibili, e confidiamo in una manovra simile a quella attuata per i precedenti terremoti in Umbria e nelle Marche, ovvero con una rateizzazione della restituzione delle tasse non pagate”.
In molti confidano nella tassa di scopo perché, al momento, i soldi veri non ci sono. “I finanziamenti ottenuti, oltre a essere stati impiegati per la costruzione di nuove case, sono stati spesi per i puntellamenti di edifici che poi sono stati abbattuti”, ha spiegato un ex consigliere comunale, Augusto Gatti, che ha proseguito dicendo che “così facendo, hanno creato ulteriori problemi; avrebbero dovuto fare una stima degli stabili su cui investire, così da evitare sprechi”.
C’erano anche molti studenti, tra cui Luca Marrelli: “Mi sembra una riunione che non ha valenza – ha accusato – perché non ha risalto nella scena nazionale. Sembra solo una propaganda che rende, così, circoscritto il problema”.
Un altro ragazzo, Luigi Totorri, guardando i parlamentari democratici ha detto che “l’importante è che si facciano vedere, che dimostrino interesse, anche se spero che non sia solo una passerella”.
“L’importante è che i cittadini si siano fatti sentire, è bello vedere che i deputati stanno ad ascoltare”, ha confermato un altro giovane presente tra la folla, Stefano Cencioni, che ha detto di credere fortemente “in un programma che guardi al futuro e che sappia coinvolgere”.
Gianluca Pistarà, uno studente, ha ribadito che “servono leggi bene precise per la ricostruzione e per cercare di far ripartire l’economia e le università”.
Sulle polemiche scaturite dalla presenza delle forze dell’ordine in assetto antisommossa davanti il Ridotto del Teatro comunale, dove era in programma il convegno “L’Aquila 2020. E poi?” le critiche non si sono placate.
Luca Cococcetta, che presente in teatro, ha dichiarato che “non è vero che non hanno permesso ai comitati di entrare; ne hanno scelti, però, due per rappresentanza, ma hanno comunque fatto notare che chi comanda sono loro” .
Luca Marrelli, studente, ha spiegato infine che a suo dire “sia stata una dimostrazione dello spavento che il dissenso suscita sulle forze politiche e di conseguenza sulle forze dell’ordine”.



