MONTESILVANO – “All’interno degli uffici, alle dirette dipendenze degli organi di vertice politico degli enti locali, non si può lavorare a titolo gratuito”.

Lo affermano il capogruppo del Popolo della libertà in Consiglio comunale a Montesilvano, Manola Musa, e i consiglieri Ottavio De Martinis (Pdl) ed Ernesto De Vincentiis (Montesilvano Futura), in un’interrogazione al sindaco, Attilio Di Mattia.

La polemica riguarda la nomina di alcuni consulenti che, in caso di necessità, si metteranno a disposizione dell’amministrazione comunale a titolo gratuito.

Tra i nomi c’è anche quello di Enrico Paolini, vicepresidente della Regione Abruzzo ai tempi di Del Turco.

“Come prescrive l’articolo 90 del Testo unico degli enti locali – scrivono gli esponenti di minoranza – i componenti esterni degli uffici di supporto devono essere inquadrati con contratto di lavoro a tempo determinato al quale si applicano integralmente le norme del contratto nazionale di lavoro del personale degli enti locali. Una norma, questa, che non è suscettibile di alcuna deroga, in quanto si tratta di disposizione imperativa, posta a tutela del lavoratore, come precisato dalla Sezione Regionale di controllo della Corte dei Conti Calabria”.

Nell’interrogazione, inoltre, i consiglieri chiedono al sindaco se sia “stata condotta un’indagine al fine di dimostrare che l’amministrazione non può svolgere, con proprio personale, le funzioni conferite al soggetto esterno”, di specificare “sulla base di quale criterio siano stati scelti i soggetti e quali specifiche professionalità possano vantare” e di conoscere i dettagli del contratto stipulato, invitando il primo cittadino a fornirne una copia e a procedere alla pubblicazione sul sito web del Comune.