L’AQUILA – “Proporremo un video che abbiamo già presentato nel corso delle indagini preliminari. Ce ne sono altri otto-nove di cui chiederemo l’ammissione: i comportamenti che si vedono cono tutti pacifici e speriamo vengano presi in considerazione, dato che i video sono prove importanti”.

Così l’avvocato Gregorio Equizi, che difende l’aquilano Francesco Camizzi, coinvolto nel processo per il corteo del 7 luglio 2010, anticipa ad AbruzzoWeb quella che sarà la strategia difensiva.

“Quello che ci disorienta – spiega – è la gravità del reato contestato. Il mio assistito è venuto da terremotato a protestare qui a roma e rischia fino a 12 anni di pena”.

Equizi aggiunge poi che “nella nostra lista dei testimoni, una quarantina circa, ci saranno anche i politici e i rappresentanti locali, anche il sindaco Massimo Cialente: loro erano in prima fila a manifestare e quindi è giusto che dicano cosa hanno visto”.

Quanto al rinvio di oggi, è stato causato da “un vizio di notifica a uno degli imputati. Le prossime fasi saranno l’ammissione delle prove e poi il rinvio per la fase istruttoria, presumibilmente nei primi mesi del 2013 – conclude Equizi – Vedremo di mostrare, nel processo, che il 7 luglio tutti hanno mantenuto comportamenti pacifici e non violenti”. Eleonora Falci