L’AQUILA – “Il problema c’è sempre stato: i fondi per la ricostruzione non sono ancora tutti disponibili, ma sono sicuro che qualunque governo non farà mancare le risorse man mano che ce ne sarà l’esigenza”.

Sono le parole dell’ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, in relazione all’allarme fondi per la ricostruzione, passati da 400 a 135 milioni e che potrebbe portare a un blocco dell’intero processo.

Chiodi si mostra fiducioso nelle capacità del governo che “farà di tutto per assicurare la continuità di fondi”, e non manca di sottolineare più volte che l’intera responsabilità sulla ricostruzione post terremoto non è più sua, da quando a fine agosto ha rimesso le sue competenze da commissario.

“Fino al 31 agosto – dice – ho fatto tutto quello che dovevo, poi il governo stabilito un’organizzazione diversa. Rimango a disposizione, ovviamente, e mi farò sentire con le mie rimostranze. Ma a questo punto sarebbe il caso di chiamare il governo sulla questione dei fondi, anche perché sulle cifre residue dovrei fare una verifica con la Ragioneria dello Stato”.

Se sia stato un atto troppo repentino chiudere la contabilità speciale, che era nelle mani del commissario e che secondo la legge Barca passerà agli enti locali, Chiodi passa la palla al governo:  “la legge è stata votata da Parlamento, non si può dire che sia un azzardo”.

“Gli alibi sono finiti per tutti – conclude – prima ero io il catalizzatore di tutto, invece le cose sono andate avanti. Speriamo proseguano anche in futuro”. Elisa Marulli