PESCARA – Il Giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Pescara, Luca De Ninis, ha rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata il 28 giugno scorso dai legali della Montedison nel corso dell’udienza preliminare sulla discarica di Bussi (Pescara), dove per molti anni sono state scaricate circa 500 mila tonnellate di sostanze tossiche.
Nello specifico, per il gup la perizia chimica ed idrogeologica chiesta dalla Montedison è “non necessaria e sostanzialmente non rilevante per la verifica del nesso causale tra le contaminazioni e l’ avvelenamento delle acque e delle altre matrici ambientali”.
De Ninis ha anche rigettato le istanze di esame dell’ingegnere Bruno Aglietti, di perizia sulla datazione del documento depositato dalla difesa della Solvay e di sequestro della documentazione indicata dagli avvocati Arata e De Luca.
Fra i reati contestati, a vario titolo, ai 27 imputati, avvelenamento delle acque, disastro colposo, commercio di sostanze contraffatte e adulterate, delitti colposi contro la salute pubblica, turbata libertà degli incanti, truffa.
Fra gli imputati l’ex presidente dell’Aca, Bruno Catena, l’ex presidente dell’Ato, Giorgio D’Ambrosio, e alcuni amministratori della ex Montedison.





